Non una semplice degustazione guidata, ma un’immersione nel volto più autentico, raro e sorprendente dell’enologia italiana. A Parigi, Lorenzo Ruggeri, direttore del Gambero Rosso, insieme al noto giornalista francese Raoul Salamà, ha firmato con “Vini Rari – Beyond the Ordinary” una masterclass di grande intensità narrativa, capace di portare in scena etichette italiane prodotte in quantità limitatissime o nate da percorsi produttivi fuori da ogni consuetudine.
È stato un appuntamento prezioso non solo per i wine lover, ma anche per gli addetti ai lavori, chiamati a confrontarsi con storie di terroir appartati, tecniche lontane dalle traiettorie commerciali più battute e vini che incarnano, in ogni sorso, l’essenza stessa del “fuori dall’ordinario”. Ruggeri e Salamà hanno costruito un racconto avvincente e raffinato, dando voce a bottiglie che custodiscono il lato più intimo, ostinato e visionario del vino italiano.
Protagoniste, le micro-produzioni nate da scelte radicali e coraggiose: vigne antiche sottratte all’oblio, parcelle isolate coltivate in condizioni estreme, lunghi affinamenti che sfidano il tempo, il mercato e le regole della contemporaneità.Vini rari non solo per quantità, ma per identità, profondità e forza espressiva.
È stata una masterclass capace di spostare lo sguardo: non solo sulle bottiglie, ma sulle storie che custodiscono. Nel contesto di Wine Paris, sempre più hub internazionale di riferimento per il settore in Europa -e manifestazione che raccontiamo da oltre tre anni- la masterclass di Gambero Rosso, andata subito sold out, si è rivelata uno degli appuntamenti più affascinanti e partecipati dell’edizione, conquistando pubblico e professionisti con un percorso di degustazione fuori dagli schemi.

IL TASTING: BOTTIGLIE, TERRITORI E VISIONI D’AUTORE
Trento Brut Rosé Monsieur Martis Riserva 2020 – Maso Martis
Il percorso attraverso l’Italia del vino che unisce storie di famiglia, vitigni identitari e interpretazioni enologiche di forte personalità, comincia con un vitigno che accompagna la storia di Maso Martis fin dagli anni Novanta e che oggi trova una voce piena, autonoma e sorprendente: il Pinot Meunier. Monsieur Martis nasce nel 2020, anno del trentennale della cantina, come rosé in purezza e in versione Riserva, consacrando definitivamente il ruolo di questa varietà nella visione della famiglia Stelzer.
Solo 3000 btg. conferma Alessandra Caroni export manager di Maso Martis, per un vino dal perlage, finissimo e continuo, rivela la cura dell’affinamento e la lunga sosta sui lieviti. Il naso si muove con grazia tra lampone, ribes, cenni agrumati e sfumature floreali, per poi aprirsi su richiami di crosta di pane, pasticceria secca e una sottile vena minerale. Al sorso è teso, vibrante, slanciato: la freschezza incide, la sapidità scolpisce il profilo e accompagna un finale lungo, elegante, percorso da ritorni fruttati e da una raffinata impronta salina.
La cantina, fondata nel 1992 da Bruno e Claudia, ha costruito negli anni un’identità salda, fatta di artigianalità, selezione rigorosa e fedeltà al Metodo Classico. Il bouquet intreccia pesca gialla, mela renetta, frutta secca e miele d’acacia; in bocca la scelta Pas Dosé esalta tensione e salinità, consegnando un finale asciutto, lungo e vibrante, di grande coerenza stilistica.
Trebbiano d’Abruzzo “Di-Vèrto” 2023 – Torre dei Beati
Il nome della cantina affonda le sue radici in una suggestione antica, tratta da un affresco quattrocentesco di Loreto Aprutino, e già racconta una visione: quella di un lavoro fatto di pazienza, selezione e tensione verso l’eccellenza. Torre dei Beati, nata nel 1999 come progetto familiare, interpreta i vitigni storici allevati su pergola abruzzese con rigore e autenticità, e in questo Trebbiano trova una delle sue espressioni più convincenti.
“Di-Vèrto” nasce da Trebbiano Abruzzese in purezza e affina dodici mesi sui propri lieviti negli stessi contenitori della fermentazione, guadagnando spessore e profondità senza perdere identità varietale. Il profilo olfattivo è fine, nitido, giocato su fiori bianchi, lime, scorza di limone e una sottile eco salmastra. In bocca entra morbido ma subito si tende, sostenuto da freschezza, acidità e una matrice minerale intensa che accompagna verso una chiusura asciutta, sapida, di grande dinamismo gastronomico. Una sorta di Grand Cru d’Abruzzo.
Falerio Pecorino Aspralama 2021 – Pantaleone
Sulle colline che guardano Ascoli Piceno, tra altitudini che sfiorano i 450 metri e una conduzione biologica scelta fin dall’inizio, Pantaleone coltiva un’idea di vino profondamente legata all’equilibrio ambientale. In questo contesto nasce Aspralama, Pecorino di territorio e di carattere, capace di restituire nel bicchiere energia, integrità e precisione. La visione di Luigi Cataldi Madonna recentemente scomparso, ritorna nelle sue etichette dove spesso compare il Guerriero di Capestrano, simbolo di un Abruzzo arcaico e fiero, che il Barone sentiva come un’ancora identitaria.
Il naso si apre su un registro luminoso e pulito, tra agrumi freschi, polpa di frutta bianca, leggere sfumature vegetali e richiami erbacei che aggiungono movimento. Il sorso è teso, diretto, saporito, con una freschezza viva che accompagna una progressione lineare ma incisiva. La chiusura, lunga e salina, ne sottolinea la verticalità e la naturale vocazione alla tavola.
Langhe Chardonnay “FiloSofia” 2022 – Ca’ Viola
Presentato in occasione del trentesimo anniversario di Ca’ Viola, “FiloSofia” è molto più di un nuovo bianco: è la sintesi di una ricerca, di una visione produttiva e di un legame affettivo, racchiuso in un nome che omaggia anche Sofia, figlia di Beppe e Simonetta. È lo Chardonnay secondo Beppe Caviola: preciso, ambizioso, contemporaneo, ma sempre radicato in una lettura rispettosa del territorio.
La vinificazione in legno, tra barrique e tonneaux, ed i dodici mesi sulle fecce fini senza travasi costruiscono un profilo articolato e coerente. Nel calice è brillante e vivido; al naso alterna cedro, lime, tiglio, ginestra, burro fuso e pietra focaia. Il sorso ha volume ma non perde slancio: la freschezza guida un corpo pieno e armonico verso un finale lungo, elegante e minerale, che restituisce un’idea convincente di grande bianco piemontese.

Vitrarolo 2023 – Cantine Fina
A Marsala, Cantine Fina porta avanti un lavoro di recupero e valorizzazione dei vitigni autoctoni che ha il merito di restituire centralità anche a varietà poco frequentate, come il Vitrarolo. È un progetto che unisce sensibilità territoriale e precisione tecnica, guidato con coerenza verso una Sicilia autentica e riconoscibile, raccontato on stage anche da Federica Fina, che ci conduce nell’atmosfera “salina” dello Stagnone di Marsala.
Il bouquet è un viaggio armonioso che avvolge i sensi con profumi di amarena, prugna e frutti di bosco, impreziositi da romantici richiami di rosa appassita, spezie dolci e una raffinata nota balsamica. Al palato l’abbraccio è vellutato: un vino pieno, strutturato e sostenuto da tannini straordinariamente morbidi. Equilibrio perfetto grazie a una sottile spinta minerale che sfuma in un finale lungo, sapido, elegante e finemente speziato che invita irresistibilmente al sorso successivo.
Eleuteria Special Edition in Anfora 2021 – Tenuta del Travale
Nelle alture della Sila, Tenuta del Travale rappresenta una bella storia di rinascita agricola e visione enologica: un fondo abbandonato trasformato, attraverso un lavoro paziente, in una realtà identitaria e di qualità. Il reimpianto del vigneto, accanto a un uliveto secolare, ha dato nuova forma a un paesaggio oggi interpretato con sensibilità e rigore.
Da qui nasce Eleuteria Special Edition in Anfora 2021, un Nerello Mascalese che affina per circa 22 mesi in anfore di cocciopesto e completa il suo percorso con almeno dieci mesi di bottiglia. Il naso rivela ciliegia rossa, violetta, tabacco, terra bruciata e una sfumatura minerale che dona profondità. Il sorso è morbido, avvolgente, sostenuto da tannini setosi e da una progressione lunga, vibrante e armoniosa, capace di lasciare un ricordo nitido e territoriale.
Parabuio 2021, IGT Toscana Rosso – Castello di Meleto
Nel paesaggio ampio e boscoso di Gaiole in Chianti, il borro di Parabuio custodisce un’anima più ombrosa e selvatica, quasi segreta, che diventa chiave di lettura di questo Merlot in purezza da Vigna Casi. Castello di Meleto traduce quel frammento di natura in un vino di grande intensità, dove struttura e finezza procedono insieme.
Dopo un primo passaggio in cemento, il vino affina per circa 24 mesi in barrique nuove e di secondo passaggio, acquisendo complessità e profondità. Nel bicchiere è profondo e compatto; al naso emergono ribes nero, marasca, vaniglia, note cremose e delicati accenti speziati. In bocca è pieno, morbido, avvolgente, con tannini eleganti e una freschezza ben dosata che prolunga il sorso e accompagna un finale lungo e armonioso.
Bolgheri Vigna Pianali 2020 – Tenuta Meraviglia
Affacciata sul mare e sull’arcipelago toscano, Tenuta Meraviglia mezzo ettaro di Cabernet Franc, trova nella combinazione di sabbia rossa, pietrosità e affioramenti vulcanici una cifra paesaggistica ed enologica unica. Qui il vitigno assume un profilo di particolare finezza, scolpito dalla luce, dal vento e da una geologia che lascia il segno. Vigna Pianali 2020 proviene dall’unica parcella in cui affiorano con evidenza le rioliti di San Vincenzo, e proprio da questa matrice trae una personalità netta e distintiva.
Dopo una fermentazione spontanea in cemento grezzo e un affinamento di 24 mesi in botti grandi di rovere francese, il vino si presenta con un bouquet intenso di mora, torrefazione, macchia mediterranea, mentolo e viole. Al palato è ampio, stratificato, smokie, sostenuto da tannini vellutati e da una freschezza minerale che allunga il finale e restituisce un Cabernet Franc potente, raffinato e profondamente territoriale.
Lina Passito 2023 – Cantina Santa Barbara
Vino da Meditazione dell’Anno del Gambero Rosso, che nasce tra le colline marchigiane protette dall’Adriatico e dagli Appennini. Qui Santa Barbara dalla viticoltura attenta e identitaria, è capace di leggere il Verdicchio anche nelle sue espressioni più intense e raccolte. Lina Passito, dedicato alla madre di Stefano Antonucci, nasce da uve in parte surmature in pianta e in parte appassite in cassette, secondo una logica di concentrazione misurata ed eleganza.
Solo 1588 btg. per un profilo aromatico si apre su ananas, frutta tropicale dolce e lievi sfumature speziate, con una progressione olfattiva cremosa e avvolgente. In bocca è ricco ma non opulento: la componente zuccherina resta composta, la trama è fine, la sapidità sostiene la persistenza e il tipico finale amarognolo del Verdicchio firma l’assaggio con personalità.
Vernaccia di Oristano Antico Gregori Riserva ’91 – Attilio Contini
Con Antico Gregori Riserva ’91 si entra in un’altra dimensione del tempo, quella dei vini che non si limitano a evolvere, ma accumulano memoria. Attilio Contini custodisce da generazioni la tradizione della Vernaccia di Oristano, e in questa Riserva straordinaria,affinata per circa 33 anni con l’aggiunta di piccole citazioni di annate ancora più antiche, restituisce un capolavoro di profondità e continuità storica.
La veste è ambrata, luminosa, attraversata da riflessi dorati che introducono un bouquet complesso di nocciola, miele, mallo di noce, crema pasticcera, albicocca, arachide salato e fichi secchi. Il sorso avvolgente e caldo, ma sorprendentemente vivo, sostenuto da freschezza e sapidità che ne preservano l’equilibrio. Un “Tipo del Sud” ideale per un aperitivo strong dal cuore mediterraneo. La persistenza è lunghissima, elegante, dalla sapidità infinita…quasi monumentale.


























