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Tra i filari del maestro: Ridley Scott vigneron nel cuore del Luberon

A Wine Paris il nostro incontro con Mas des Infermières, dove il regista del Gladiatore e Blade Runner coltiva la sua seconda arte: il vino. Il sogno provenzale di sir Ridley Scott dove cinema e terroir si fondono in qualcosa di inaspettatamente autentico

C’è un angolo della Provenza dove le pietre parlano di papi e di generali napoleonici, dove i filari di Grenache e Syrah si distendono sotto un cielo che sembra disegnato da un direttore della fotografia di rara sensibilità. Si chiama Mas des Infermières, si trova nel comune di Oppède, nel cuore del Parco Naturale Regionale del Luberon, ed è di proprietà di un uomo che con la luce e le storie ha costruito uno degli immaginari cinematografici più potenti del nostro tempo: Sir Ridley Scott.

La storia comincia, come spesso accade, per caso e per amore. Ridley Scott e la sua famiglia avevano visitato il Luberon per diversi anni prima di scegliere il Mas des Infermières come posto del cuore. Nel 1992 acquistarono il Mas (tipica fattoria provenzale) e i suoi undici ettari di viti, decidendo di fare di quella terra un rifugio dove godere della bellezza, del clima, della cultura e della quiete della regione. Non certo una speculazione, nè un investimento calcolato, ma una scelta sentimentale, quella di un uomo maestro delle immagini, folgorato da un paesaggio e non solo.

Un luogo che guarisce

Il nome del domaine non è casuale. Prima del XIX secolo, la regione circostante — il Comtat Venaissin — apparteneva al Papato e il Mas era un luogo di cura, probabilmente gestito da suore italiane. La prima menzione ufficiale del Mas des Infermières comparve sul catasto napoleonico nel 1831. Poi la tenuta passò al Generale Barone Robert, uno degli illustri generali e chirurgo dell’esercito di Napoleone. Una storia di guarigione e di cura che non poteva non sedurre un regista affascinato dall’epica e dalla mitologia.

È proprio la tipografia di una pietra locale — il leggendario Carré de Sator — a ispirare quella delle etichette delle bottiglie disegnate da Ridley Scott stesso. Perché qui tutto dialoga: la storia del luogo, la personalità del suo custode, il vino che ne nasce.

Per quasi vent’anni Scott ha vissuto il Mas come un luogo di rigenerazione personale, affidando le uve alla cantina cooperativa locale. Con la vendemmia 2020, persuaso dalla qualità dei suoli e del microclima del vigneto, la famiglia Scott decide di vinificare sotto il nome del domaine. Il nome scelto per quel primo millesimo è eloquente: Source — la sorgente — omaggio all’abbondanza d’acqua che storicamente caratterizzava questo territorio e che aveva fatto del Mas un luogo di guarigione. Un bianco da Grenache 60%, Rolle 20% e Roussanne 20%, fresco, agrumato ed esotico che chiude su finale piacevolmente ammandorlato. I 30 ettari vitati includono Roussanne, Clarette, Rolle, Syrah, Grenache e Carignano.

Ma il progetto cresce, si fa più ambizioso, prende la forma di una vera visione. Scott progettò e supervisionò la costruzione della propria cantina nel 2018: un impianto ad alta tecnologia con raccolta a gravità, cantina di vinificazione interrata, vasche in acciaio inox e cemento a temperatura controllata. La struttura produttiva di 2.200 metri quadrati, completata nel 2020, ha una capacità potenziale di 2.500 ettolitri.

Il terroir e le cuvée

Il Luberon si trova tra le appellazioni del Ventoux e dei Coteaux d’Aix-en-Provence. I vigneti sono a circa 60 chilometri dalla costa mediterranea, su dolci versanti esposti a sud. Il clima mediterraneo si distingue per notti più fresche rispetto ad altre zone vinicole del Rodano meridionale: questa maggiore escursione termica contribuisce a produrre vini bianchi freschi e interessanti.

Nel vigneto del Mas dominano Grenache e Syrah, le uve rosse cardine dell’AOP Luberon. Il domaine propone le cuvée con etichette emblematiche come Chevalier e Ombre de Lune, lavorate con rigore e passione, che uniscono freschezza, finezza e carattere. La cuvée Ombre de Lune è riservata alle visite VIP, degustata in una sala privata come si conviene a un vino che ambisce al rango di opera d’arte.

Complesso e avvolgente Chevalier Rouge: Note di spezie, frutta matura e sentori di legno pregiato si intrecciano in un bouquet ricco e generoso. L’assemblaggio è quello classico del Luberon reinterpretato con mano sicura: 50% Syrah, 40% Grenache e 10% Carignan, vitigno quest’ultimo vinificato con macerazione carbonica prima di essere unito agli altri due. Il tutto matura per 12 mesi in barrique di rovere francese sui suoli di colluvioni argillo-sabbiosi della zona nord di Oppède.

Mas des Infermières interpreta il Luberon con uno stile preciso e contemporaneo, affidandosi alla visione enologica di Christophe Barraud, professionista formatosi tra Rodano e Provenza. La sua filosofia punta su vini nitidi, armoniosi e profondamente identitari, ottenuti attraverso una vinificazione che combina cemento, acciaio e legno per esaltare il frutto senza rinunciare a profondità e texture.

Degustando Source Rosè, emergono profumi di frutti rossi freschi — fragola, lampone — e sentori esotici. Il bouquet fine e invitante si sviluppa con corpo e lunghezza, rivelando una complessità aromatica che intreccia note di frutta matura e agrumi in un finale persistente ed equilibrato. Davvero gastronomico questorosato che racconta il Luberon: un paesaggio di vigne UNESCO, disegnato da Ridley Scott stesso sulle etichette con il motto Health, Happiness and Elegance of Provence!

Da quando Ridley Scott fondò la tenuta tra le colline del Luberon, i suoi fedeli compagni a quattro zampe sono stati una presenza costante tra i filari, nelle vigne e nella storia dell’azienda. Tra tutti, Jojo si è guadagnato il privilegio più raro: una cuvée tutta sua, JOJO Red è espressione autentica dell’anima affettuosa e libera del domaine.​ Rotondo e avvolgente, bocca fresca e vivace. Qui la Grenache porta floreale e freschezza, il Syrah aggiunge speziatura gentile, il Merlot dona morbidezza e profondità.​

A definire l’identità della tenuta è anche una sensibilità concreta verso la sostenibilità. Dalla gestione dei trattamenti al risparmio idrico, fino alla riduzione dell’impatto ambientale, ogni pratica agronomica riflette una cura autentica per il territorio, confermata anche dalle certificazioni HVE e Bee Friendly, simbolo di un’attenzione reale alla biodiversità e alla salvaguardia delle api. La sostenibilità non come etichetta di marketing, ma come estensione di quella cura per il dettaglio che contraddistingue ogni progetto di Sir Ridley Scott.

Dove il vino incontra il cinema

Visitare il Mas des Infermières è un’esperienza che sfida le categorie. Chi prenota una visita guidata si trova immerso in un universo di oggetti e memorie cinematografiche: un’armatura da The Last Duel, un plastico del Colosseo da Il Gladiatore, il costume di Napoleone indossato da Joaquin Phoenix, e una mostra con costumi e accessori di Gladiator II. La cantina non è solo un luogo di produzione: è un museo vivente, una continuazione del set con altri mezzi.

Fino all’ottobre 2025 è stata esposta una collezione eccezionale di disegni personali e storyboard di Ridley Scott. Il regista, noto per la sua abitudine di preparare ogni singola inquadratura a matita prima di girare, porta al Mas la stessa meticolosità visiva che porta sul set: ogni etichetta racconta una storia diversa grazie alle illustrazioni create e disegnate da Scott stesso.

D’estate, il domaine si trasforma in arena sotto le stelle: il Mas des Infermières invita a vivere la magia del cinema all’aperto nel cuore del vigneto, con una selezione di film diretti da Ridley Scott. Ogni proiezione include un cestino con prodotti freschi, un calice inciso del domaine e una bottiglia di vino da condividere.

Il custode reverente

Al di là del mito, c’è qualcosa di profondamente disarmante in questo progetto. Ridley Scott non ha comprato una vigna per sfizio o per snobismo. Lo dice lui stesso, con quella sintesi visiva che gli è propria: “I love to come here to paint, to read and write, but above all to be a reverent custodian of this beautiful corner of Luberon.” Un custode reverente. Non un proprietario, non un imprenditore: qualcuno che si sente in debito con un luogo.

Il Mas des Infermières è soprattutto la storia di una famiglia e di un luogo, un progetto vivo e multigenerazionale. C’è qualcosa di radicalmente controcorrente in un uomo di successo che continua a venire in Provenza per dipingere, leggere, scrivere e accudire e le sue viti.

Il vino, in fondo, è sempre stato questo: una forma di cura per la terra e per il tempo. Ridley Scott, il regista che racconta gladiatori e androidi, astronauti e gangster, ha trovato nel Luberon la sua storia più lunga e forse più personale.

Culture & Terroir Magazine
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