Fragranti e verticali, vividi di note agrumate e sapidità, spesso lontani dalle celebri note di lievito o crosta di pane, grazie all’accurata differente lettura dei territori da parte di avveduti vineron, gli spumanti metodo classico d’altura, a volte frutto di vitigni non ancora celebrati, ben rappresentano quel mondo di freschezza, vivacità e suadente profilo aromatico ineguagliabili, che li rende gemme preziose anche per l’abbinamento gastronomico.
Un’affascinante opportunità di approfondirne la conoscenza è “Bolle in Vigna” giunta alla sesta edizione, andata in cantiere come quella dei record. Tenute Nicosia formidabili organizzatori, in collaborazione con l’Associazione Spumanti dell’Etna, hanno così accolto oltre 550 appassionati ed oltre 30 giornalisti, nello splendido scenario dei vigneti della tenuta Monte Gorna.

Bolle in Vigna evento glamour dell’estate etnea è nato dalla grande passione per il Metodo Classico di Tenute Nicosia, che da oltre 15 anni produce spumanti sull’Etna con i vitigni autoctoni del territorio: nerello mascalese e carricante. Grazie alla lunga esperienza e competenza nell’ambito del Metodo Classico, oggi Tenute Nicosia propone una gamma di etichette di grande personalità, capaci di esprimere al meglio il potenziale del terroir con affinamenti sui lieviti fino a 60 mesi.
La vocazione spumantistica di Tenute Nicosia crea annualmente questo momento d’incontro e di approfondimento per diffondere la cultura del Metodo Classico, attraverso le versioni dell’Etna e quelle realizzate da produttori provenienti da altri territori italiani ed esteri.
Quest’anno la tradizionale Masterclass d’apertura “Bollicine tra cielo e terra, il metodo classico d’altitudine”, ha visto la partecipazione di stampa specializzata ed appassionati che si sono assicurati l’ingresso prima del sold out.

A condurla Daniela Scrobogna, celebre esperta del settore e responsabile della didattica della Fondazione Italiana Sommelier, che ha voluto proporre in degustazione, rigorosamente alla cieca, 8 etichette provenienti da terroir di tutto il mondo, situati in altitudine.
Il tema non solo legato quindi all’Etna, ma assolutamente di attualità, anche per gli effetti del climate change. Nell’enclave di Tenute Nicosia, i vigneti coltivati sulle pendici del vulcano più alto d’Europa e la vicinanza del mare, garantiscono un clima fresco e notevoli escursioni termiche, che favoriscono una lenta maturazione delle uve con aromi intensi e un’alta acidità. Grazie a queste particolari condizioni pedoclimatiche e alla presenza di vitigni autoctoni molto adatti alla produzione di Metodo Classico, l’Etna si sta affermando come una delle aree emergenti nel panorama della spumantistica.
Daniela Scrobogna, con i contributi di Graziano Nicosia e di Maria Carella enologa di Tenute Nicosia, ha incentrato la Masterclass sull’esplorazione delle vette del Metodo Classico, dall’Etna alle Ande, toccando gli areali italiani e francesi del Monte Bianco, le montagne del Vallese, del Trentino e dell’Alto Adige. Un viaggio insolito e sorprendente tra territori estremi e vitigni rari.

GLI SPUMANTI PROTAGONISTI DEL BLIND TASTING:
Metodo Classico Glacier Pas Dosé 2021, Cave Mont Blanc Morgex et La Salle (Valle d’Aosta)
Uno spumante Pas dosè millesimato 2021 da Priè Blanc, unico vitigno a bacca bianca autoctono della regione. Viti a piede franco allevate ad un’altitudine che giunge fino a 1150 mt. a Morgex. Il sistema di allevamento è a pergola bassa per far fronte alle rigidissime temperature che si possono raggiungere in questo punto della valle, permettendo alle viti di giovarsi del calore emanato dal terreno. Straordinaria l’opera di recupero di vigneti e cantine abbandonate, grazie al lavoro certosino di 80 soci della cantina. Spumante dal naso mentolato e di fiori bianchi e note leggere di cedro, per un assaggio pulito e lineare che regala una sferzata di acidità e sapidità.
Metodo Classico Carricante Brut Sessantamesi 2019, Sosta Tre Santi-Tenute Nicosia
Degustato in anteprima a Vinitaly e non ancora in commercio, questo brillante 60 mesi da carricante in purezza vendemmia 2019, rappresenta il primo esperimento di così lungo affinamento per queste uve bianche autoctone dell’Etna. Allevate a 750 mt. slm su suoli sabbiosi, minerali, dove le brezze e l’altitudine regalano una vendemmia fresca, che dona grande acidità e promette longevità. Evoluzione luminosa del carricante che si concede con discrezione, ma già di una bella mineralità evidente, e note fumè. Un assaggio che regala una bocca voluminosa, risultando cremoso ed avvolgente al palato, che si apre su note chiare e delicate di crema al limone e più scure di sottobosco, diremmo tridimensionale, con piacevole finale salino.
Metodo Classico Ayse Brut Les Perles du Mont Blanc 2020, Domaine Du Gringet (Haute Savoie)
Dall’Alta Savoia questo millesimato 2020 di Domaine du Gringet, riposa 24 mesi sui lieviti. Realtà vinicola evoluzione di quella fondata nel 1988 da Dominique Belluard scomparso nel 2021. Vincent Ruiz con la sua grande esperienza nel Rodano la prosegue con gli eredi Belluard, sull’idea vincente di rivalutare un vitigno locale, diremmo selvaggio nella gestione, come il Gringet. Da vini che tradizionalmente risultavano rustici, Belluard puntava da subito ad un’interpretazione moderna di questo vitigno, così raro e prezioso da dedicarvi l’impegno di una vita intera. il Gringet, uno “dei più antichi vitigni autoctoni delle Alpi” rappresenta quindi la missione del già Domaine Belluard, con 12 ettari vitati nella piccola città di Ayse in Alta Savoia, nel cuore della valle dell’Arve tra Ginevra e Chamonix Mont-Blanc. Il vitigno Gringet è identitario nella zona perché coltivato soltanto in questa denominazione. I suoi profumi si regalano con note di lieviti e frutta secca, mielate e infine terrose. Matrice salina per un assaggio sferico e vellutato.
Metodo Classico Blanc de Rouge Extra Brut, Hartmann Donà (Alto Adige)
Un Extra Brut frutto della storia e dell’esperienza di Hartmann Donà, con un passato da Cantine Terlano con Sebastian Stocker scomparso nel 2017. Nel 2000 la svolta, Hartmann a Cornaiano si mette in proprio e produce vini fermi. Da 1000 bottiglie dimenticate in cantina di Schiava l’idea di spumantizzare questo antico vitigno underrated, ma che nel 1930 era considerato uno dei migliori d’Italia. Spumantizza quindi dal 2010, facendo solo 70 bottiglie per casa, cimentandosi appunto con la Vernatsch (la Schiava in Alto Adige). E’ un grande vitigno a bacca rossa capace di sposare il gusto moderno, ma ancora non rivalutato a dovere. Hartmann Donà la vinifica in bianco da tre territori ricchi ciascuno di granito, calcare e gesso. Nel 2013 produce così da piante di circa 50anni 3500 bottiglie di spumante extra Brut con 30 mesi sui lieviti, che non fa malolattica. La sua è una visione olistica della natura e quindi della diversità presente nei vigneti, fondamentale -ritiene Hartmann Donà- per creare un’armonia con le vigne. Spumante delizioso con note di fiori di montagna e tracce di fragoline di bosco, ben bilanciato, dove tutto sembra al posto giusto, tanto da farne un vino assolutamente gastronomico.
Etna Brut Sessantamesi Metodo Classico 2018, Sosta Tre Santi, Tenute Nicosia
In degustazione l’immancabile Nerello Mascalese vinificato in bianco annata 2016 che sosta 36 mesi sui lieviti, ma con ben 5 anni di affinamento in bottiglia, spumante che tante soddisfazioni regala a Tenute Nicosia. “Gli spumanti realizzati -precisa Maria Carella– sono tutti non dosati, ed il loro grado zuccherino rimane al di sotto di un grammo/litro, anche se in etichetta escono come Brut”. Evidentemente in cantina si tiene a mantenere le caratteristiche organolettiche del varietale, che esprime un naso complesso, di erbe aromatiche, salvia e fiori di ginestra. All’assaggio risulta persistente e avvolgente, sapido e fresco, su note di nocciola e mandorla fresca.
AOC Valais Méthode Traditionelle Heida Chatouille Extra Brut, St. Jodern Kellerei (Svizzera)
Dalle montagne della Svizzera una cantine sociale, che vanta oggi ben 500 soci, il cui vero compito è garantire la qualità. Fondata nel 1980 da piccoli conferitori, valorizza il vitigno Heida, come qui chiamano il savagnin blanc. Allevamenti a 1150 slm nel Vallese, precisamente ad Heidedorf, dove i terrazzamenti ricordano quelli etnei. Spumante con 20 mesi di sosta sui lieviti con una bella vivacità e struttura su note mentolate e fiori bianchi d’altura. Assaggio meno cremoso di altri, che regala comunque un bell’equilibrio acido sapido, cenni agrumati, frutta secca e frutta esotica.
Cuvée Resèrve Extra Brut, Bodega Cruzat (Argentina)
Dall’altopiano di Mendoza, dove si fa la viticoltura più alta del mondo, e forse la più pregiata dell’America Latina, proviene questo spumante che si avvale grazie della particolare condizione pedoclimatica dei vigneti, siti proprio a ridosso delle Ande, cerniera che lega Cile e Argentina, vette dalle quali l’aria fredda di notte scivola a Perdriel, che risente benevolmente di una grande escursione termica. Fondata per produrre spumanti, questa cantina nasce nel 2004, con l’enologo Pedro Federico Rosell che realizza questo interessante Pas dosè, che sosta 24 mesi sulle fecce fini. Al calice il suo giallo dorato rivela note di crosta di pane e frutta esotica, ananas e papaya. Bocca cremosa e piena, certamente meno verticale di altre ma piacevolissima.



























