La futura e nuova D. O. C., con il relativo Consorzio e a sua volta il disciplinare, vengono pensati con il principio base di rendere più agevole all’acquirente la classificazione dei vini, che a seconda dei casi vengono inclusi allo stato attuale in altre D. O. C. (dalla D. O. C. Sicilia, alla D. O. C. Noto, o alla D. O. C. Eloro, che viene anche messa come D. O. C. Pachino, etc.), creando confusione per l’appunto. Il pensiero di voler creare una nuova D. O. C., prende spunto dal fatto di riuscire ad avere una maggiore visibilità, tramite una facile classificazione dei vini e cercando di raggruppare sotto la nuova Denominazione di Origine Controllata, le denominazioni antecedenti come sottozone, facendo in modo tale da rendere il tutto più chiaro al consumatore.
Conferma l’intento la direttrice del Consorzio del Val di Noto, Teresa Gasbarro. “Sentiamo la necessità di creare una Doc Val di Noto che possa unificare le tre Doc già esistent -che diventerebbero, precisa Gasbarro – le sottozone. Così facendo manterremo la storicità delle tre denominazioni e semplificheremo, potenziandola, la nostra efficacia comunicativa e commerciale. In un momento in cui il mondo del vino soffre per tanti motivi, dai dazi doganali sulle esportazioni alla lotta alle bevande alcoliche, è necessario essere uniti e coesi, fare squadra”.
Questo non snaturerebbe quanto fatto in passato ed allo stesso tempo permetterebbe di ampliare la gamma dei prodotti, con l’introduzione di altri vitigni, puntando oltre ai vitigni caposaldo del territorio quali Nero d’Avola e Moscato (come riportato prima), anche al Grillo e al Catarratto. Questo fa capire che accrescerebbe le potenzialità commerciali, dando una maggiore gamma di vini, che si tradurrebbe in una maggiore scelta. Impresa complessa, impegnativa, ma non impossibile per un Consorzio con una forte componente femminile, cominciando dalla carica della presidente Angela Sergio (dell’Azienda Barone Sergio), continuando con la direttrice del Consorzio Teresa Gasbarro (di Azienda Giasira) e proseguendo con Carmela Pupillo (di Cantine Pupillo) in qualità di consigliere.

La presenza femminile è garantita anche nelle aziende che fanno parte del Consorzio con Francesca Curto (Azienda Agricola Curto). Ben venticinque aziende che fanno parte del Consorzio tutela vini Val di Noto, che sono: Assennato, Baglio di Pianetto, Barone Sergio, Blundo, Losi – Vigne Migranti, Casa Scalecci, Curto, Feudo Luparello, Feudo Maccari, Giasira, Gulfi, Gulino, La Favola, Netum, Palmeri, Planeta, Pupillo, Ramaddini, Riofavara, Rudinì, Salvatore Marino, Terre di Noto, Torre Vendicari, Vini Sultana, Zisola.
L’obiettivo del Consorzio oltre ad una fase di semplificazione e di ampliamento, è anche quello di creare un brand, grazie al Val di Noto che essendo stato insignito al patrimonio dell’Unesco riesce ad essere un valido polo turistico, oltre alla splendida cittadina di Noto, che con il suo barocco è un punto di aggregazione turistica. L’intenzione è quello di realizzare un percorso turistico – enogastronomico al fine di essere complementare il settore architettonico (quello di Noto), quello naturalistico (Pantalica), nonché turistico per quello riguardante il settore vitivinicolo, in modo tale da essere complementari gli uni con gli altri. In maniera schematica la mission del consorzio, può essere individuata in tre parti, quella della tutela, quella della promozione e quella della valorizzazione.
Gli obiettivi di breve periodo sono la comunicazione digitale, il coinvolgimento di produttori ed operatori, la salvaguardia delle denominazioni e l’aggiornamento dei disciplinari. A sua volta gli obiettivi a lungo periodo saranno la crescita della base associativa, la costruzione di un brand identificativo, la formazione di ambasciatori del territorio, la sostenibilità e l’innovazione, un’unica D. O. C. che raggruppi le altre preesistenti. A tal proposito, è stato presentato il nuovo logo che identifica il consorzio e prossimamente la nuova D. O. C., il logo è stato pensato dagli studenti del Liceo Artistico Gaggini di Siracusa, a seguito di un concorso di idee proposto alle scuole del territorio (giusto per fare il tutto in casa).
Realizzato da donne, Daniela Nieli e Giovanna Galizia le docenti che hanno guidato il progetto, mentre che l’autrice del logo, la studentessa Giulia Norma ha spiegato il significato del logo, che fra l’altro è molto intuitivo. Una Sicilia stilizzata, nella quale viene messo in risalto la dicitura Val di Noto, accompagnato dal Consorzio Tutela Vini e con un grappolo che richiama lo stile barocco. Visto quanto riportato ci sono pochi dubbi che la nuova D. O. C. possa essere declinata al femminile…

























