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Pinot Grigio Ramato di Attems, questione di eleganza

Altitudini e alternanza di suoli – tra arenarie eoceniche, argille e ciottoli drenanti – di questa parte del Collio Goriziano, creano un particolare e benefico microclima di cui gode questo rosato di Attems

Siamo a Capriva del Friuli dove Attems, con le radici ben salde nella storia e lo sguardo rivolto al futuro, interpreta il territorio con visione autentica e contemporanea. Ad un’altitudine media di 130 metri s.l.m., 44 ettari di vigneti, dal 2000 proprietà della famiglia Frescobaldi, terroir perfetto per sviluppare fini aromi varietali e donare al vino una struttura elegante e distintiva, degustiamo in particolare Attems Pinot Grigio Ramato 2024 Friuli DOC.

Rapisce già il suo colore rosato inconfondibile, di un delicato ramato, che deriva da una vinificazione particolare: il mosto resta a contatto con le bucce per circa 10 ore a 8°. Dopo una soffice pressatura, il succo rosato viene lasciato decantare per 24-48 ore.

Il nuovo millesimo si presenta al naso delicatamente floreale, con note di ginestra e rosa alpina, accompagnate da un fresco sentore di mela verde. Il corpo è leggero e al contempo preciso e complesso, con un’acidità bilanciata che scorre piacevole al palato. Nel finale emerge la mineralità tipica del territorio, con accenni di ribes. Un vino che immaginiamo di grande abbinabilità gastronomica, grazie a freschezza ed equilibrio.

Il Pinot Grigio Ramato di Attems con questo millesimo 2024 si conferma come un vino ben  rappresentativo del suo genere, rispecchiando la filosofia della cantina come ponte tra passato e presente, tra classicità e ricerca stilistica.

Qui i vigneti di Pinot Grigio dedicati al Ramato sono giunti alla fase di piena fioritura attorno al 30 maggio, decisamente in ritardo rispetto alla precedente annata, mentre Giugno e luglio sono stati due mesi dove l’estate calda è stata reidratata da qualche pioggia benefica, così da consentire alle piante di fronteggiare il mese di agosto senza squilibri idrici eccessivi.

Una raccolta divisa in più giornate ha fatto sì che si mantenesse un buon equilibrio tra contenuto zuccherino e acidità nei mosti. Le uve utilizzate per la produzione del Pinot Grigio Ramato provengono da vigneti selezionati dislocati tra le piane ed i pendii, nella pianeggiante parte intermedia della Tenuta, Manine, dove le altitudini e l’alternanza di suoli – tra arenarie eoceniche, argille e ciottoli drenanti – creano un microclima perfetto per sviluppare fini aromi varietali e una struttura elegante e distintiva.

La proprietà ci conferma che il vino nasce proprio dalla volontà di esprimere il vitigno attraverso uno stile fresco, dinamico e profondamente radicato nella storia del territorio, risultato -aggiungiamo noi- raggiunto da questo vino che, con la sua eleganza celebra un’interpretazione moderna di una delle espressioni territoriali più affascinanti del Pinot Grigio, dalla personalità elegante e fortemente identificativa di un’area vitivinicola particolarmente vocata.

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