Ad Acireale si è conclusa l’undicesima edizione di “Nivarata – Festival internazionale della granita siciliana”, manifestazione organizzata da Conpait e curata dai maestri Giuseppe Leotta e Fulvio Massimino. Per tre giorni Piazza Duomo è diventata il centro internazionale della granita artigianale, grazie anche alla presenza di maestri gelatieri provenienti da Giappone e Corea del Sud, protagonisti di un interessante dialogo creativo con la tradizione siciliana.
«Anche quest’anno Acireale si conferma capitale mondiale della granita siciliana, facendo registrare numeri da record. Le novità accattivanti, come le granite alcoliche, hanno contribuito in maniera significativa al successo dell’evento. La vera chicca di questa edizione è stato il contest dedicato alla granita alla mandorla, proposta in abbinamento a ingredienti particolari come vino cotto, anice e zafferano: un’esperienza capace di conquistare tutti i palati», ha dichiarato Peppe Leotta, delegato di Conpait Sicilia.

Ma qual è il vero trend della Nivarata 2026? Più che l’effetto scenico o l’eccesso di ingredienti, quest’anno emerge una ricerca sui sapori. Da una parte domina la freschezza agrumata, con il limone che resta assoluto protagonista: presente in diverse interpretazioni, spesso accostato a erbe aromatiche o agrumi orientali, continua a rappresentare l’anima più autentica e rinfrescante della granita siciliana.
La mandorla, invece, resta una presenza più discreta ma profondamente identitaria. Meno esibita rispetto ad altre edizioni, continua però a rappresentare uno dei simboli più autentici della granita siciliana. E proprio nella sua apparente semplicità emerge il lavoro dei maestri gelatieri: c’è chi seleziona e miscela più varietà di mandorla per ottenere profili aromatici più complessi, chi lavora sulle tostature leggere o sulla naturale componente oleosa del frutto per dare maggiore profondità e persistenza al gusto.
«Il filo conduttore di tutte le granite presenti è l’artigianalità, indipendentemente dalla provenienza. Qualità, ricerca, studio e continua innovazione dei prodotti sono gli elementi che accomunano ogni proposta. Dietro ogni granita ci sono grandi professionisti, capaci di coniugare tradizione e creatività», ha chiosato Fulvio Massimino.
Accanto agli agrumi il boom delle arachidi, protagoniste di numerose creazioni. Utilizzate in forma pralinate, croccante o in pasta, le arachidi vengono abbinate a sale, cacao, agrumi o fichi d’India, segnando una delle tendenze più evidenti dell’edizione 2026. Una scelta che racconta la volontà dei maestri gelatieri di esplorare contrasti tra dolce e sapido, puntando su gusti più intensi e contemporanei.
Resta poi centrale il grande patrimonio siciliano della frutta secca, con il pistacchio che continua a essere uno dei sapori più identitari e apprezzati. Tra le proposte più interessanti spiccano le interpretazioni che valorizzano il Pistacchio di Bronte DOP attraverso lavorazioni ricche e strutturate, trasformando la granita in un vero dessert gourmet.
Ma il vero elemento di sorpresa di questa undicesima edizione di Nivarata è rappresentato dall’ingresso delle granite “drink inspired”, segnale evidente di una manifestazione che guarda ormai al mondo della mixology e del dessert contemporaneo. Tra agrumi esotici, note aromatiche e liquori, diverse proposte hanno superato il concetto tradizionale della granita siciliana, avvicinandosi sempre di più al linguaggio dei cocktail grazie a un equilibrio studiato tra freschezza, intensità aromatica e persistenza del gusto.
Tra le proposte più apprezzate le granite alcoliche ispirate ai grandi classici della miscelazione internazionale: la Paloma con tequila, soda al pompelmo e succo di lime; lo Spritz con prosecco e aperitivo; il Garibaldi con bitter e succo d’arancia; e la Caipirinha con cachaça e lime.

«L’idea nasce dalla volontà di ampliare le potenzialità delle macchine già presenti all’interno delle gelaterie, creando nuove fasce di offerta e intercettando un pubblico diverso», ha spiegato Luca Gandolfi di Iceteam 1927, ideatori del concept Velvet Cocktail e sponsor dell’evento
Gandolfi ha sottolineato come l’obiettivo del progetto sia stato quello di mantenere la massima coerenza possibile con il cocktail originale: «Utilizziamo esclusivamente gli ingredienti autentici della ricetta, senza addensanti né zuccheri alternativi. La risposta del pubblico è stata estremamente positiva perché, pur esistendo già granite con presenza alcolica, qui il punto di partenza non è il mondo della gelateria ma quello della mixology».
La Nivarata 2026 racconta così una granita in piena evoluzione: meno “semplice pausa estiva” e sempre più prodotto gastronomico ricercato, capace di unire tradizione, tecnica e contaminazioni internazionali sotto il segno della freschezza mediterranea.
Vi portiamo alla scoperta delle granite che ci hanno conquistato per equilibrio, personalità e consistenza. A fare la differenza, come ha sottolineato Angelo Mussolino, presidente nazionale di Conpait, sono la qualità della lavorazione, la struttura del prodotto e la ricerca negli abbinamenti. Ma è soprattutto il gusto l’elemento decisivo: «È ciò che emerge davvero al palato e che determina il punteggio finale».
Ghassen Boumellah – Bar Kennedy – Acireale
Primo classificato nella categoria “GRANITA CLASSICA – PREMIO DON ANGELINO”

L’ingresso al palato è guidato dal Pistacchio di Bronte DOP, che si esprime con note intense di frutta secca tostata e leggere sfumature vegetali. Il suo profilo è netto e riconoscibile, con una persistenza aromatica che accompagna la degustazione senza mai perdere definizione, restituendo tutta la tipicità del territorio etneo. L’assaggio colpisce per la sua stratificazione: ogni componente si inserisce con naturalezza, trovando la propria collocazione e contribuendo a una sensazione di armonia e avvolgenza.
Il cioccolato fondente interviene subito dopo con una presenza più scura e avvolgente. Le sue note di cacao tostato aggiungono profondità e creano un contrasto equilibrato, ampliando la percezione gustativa e portando la granita verso una dimensione più articolata, senza perdere armonia tra le parti.
Elemento distintivo della proposta è la pasta kataifi, che introduce una nota croccante e fragrante. La sua tessitura aggiunge un registro tattile che richiama immediatamente l’universo della pasticceria mediorientale, completando il quadro sensoriale con un dettaglio di consistenza che richiama all’assaggio.
Simone Leonardi – Bar D’Aci – Acireale
Terzo classificato nella categoria “SORBETTO DELL’ANNO – PREMIO CAVIEZEL”

Una granita che lavora sulla sottrazione più che sull’eccesso, affidando l’identità del gusto a un equilibrio aromatico calibrato con precisione. All’assaggio, la mandorla emerge con una trama sensoriale ampia e vellutata: non invasiva, ma persistente, capace di evocare la dolcezza naturale del frutto senza mai sconfinare nel registro stucchevole. Il blend di mandorle selezionate costruisce infatti una base cremosa pur mantenendo la tipica leggerezza cristallina della granita siciliana.
La cannella non domina, non copre ma accompagna. Le sue note calde e speziate amplificano la rotondità della mandorla, lasciando sul palato una sensazione morbida, quasi avvolgente, che richiama atmosfere mediterranee e memorie di pasticceria antica. Determinante è poi l’infusione di scorza di limone, che agisce come elemento di tensione gustativa.
Giacomo Barone – Tutto gelato – Caltagirone
Secondo classificato nella categoria “VELVET COCKTAIL”; secondo classificato nella categoria “SORBETTO DELL’ANNO – PREMIO CAVIEZEL”; terzo classificato nella categoria “GRANITA CLASSICA – PREMIO DON ANGELINO”

L’impatto iniziale è dominato dal pralinato di arachidi, che regala al palato una sensazione piena e tostata. La componente oleosa del frutto secco amplifica la struttura della granita, creando una percezione avvolgente e persistente. Il cacao entra subito dopo con una doppia chiave espressiva: da un lato la dolcezza più rotonda della polvere di cacao, dall’altro la profondità austera della massa di cacao, che introduce sfumature terrose.
La cannella agisce come ponte aromatico tra le note tostate delle arachidi e quelle scure del cacao. La sua speziatura calda emerge in retronasale, accompagnando la degustazione con eleganza senza mai imporsi. Il sale, dosato con precisione dal momento che non si percepisce come elemento autonomo, ma come amplificatore di gusto, capace di accendere le note del cacao e rendere ancora più viva la persistenza delle arachidi.
Stefano D’Amore – Bar Elios – Paternò

La mandorla tostata con buccia imprime immediatamente un carattere deciso e autentico; qui emergono note rustiche, quasi legnose, accompagnate da sfumature di tostatura intensa che ricordano la frutta secca appena uscita dal forno. Lo zucchero caramellato introduce una dimensione più calda e avvolgente. Le sue note richiamano il caramello scuro e leggere sfumature toffee, contribuendo a rendere la struttura della granita ampia e persistente senza comprometterne la freschezza.
L’elemento più distintivo è però l’acqua aromatizzata alla fava tonka, che si manifesta progressivamente con un profilo olfattivo elegante e stratificato. Le sue sfumature ricordano vaniglia, mandorla amara, cacao e spezie dolci, creando un ponte aromatico che amplifica sia la tostatura della mandorla sia la rotondità del caramello. Il sale è calibrato per esaltare le componenti aromatiche e rendere più dinamico il finale.
Shohei Nakagawa – Gelateria Sinpaci – Giappone
Terzo classificato nella categoria “MENZIONI SPECIALI, Armonia degli ingredienti”

Una granita dal profilo sensoriale elegante e vibrante, in cui l’intensa acidità dello yuzu incontra le note mediterranee del limoncello e la dolcezza agrumata del kumquat. La menta, fresca e balsamica, chiude l’assaggio regalando persistenza e pulizia al palato. Il risultato è un equilibrio raffinato tra freschezza, aromaticità e tensione agrumata.




























