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Nations Award 2026, all’NH Collection Taormina va in scena il Mediterraneo contemporaneo di Pietro D’Agostino e Giuseppe Digiugno

Sulla terrazza panoramica dello Zefiro dell'NH Collection Taormina, lo chef stellato Pietro D'Agostino e l'Executive Chef Giuseppe Digiugno firmano un percorso gastronomico che interpreta il Mediterraneo attraverso memoria, territorio e contemporaneità

Pochi ingredienti, grande tecnica e una materia prima lasciata libera di esprimersi. È questa la cifra stilistica che accomuna gli chef Pietro D’Agostino e Giuseppe Digiugno, protagonisti della seconda cena di gala del Nations Award 2026, ospitata sulla terrazza panoramica dello Zefiro dell’NH Collection Taormina. Un percorso gastronomico che, al termine della giornata dedicata ai temi della sostenibilità e alla lectio magistralis di Zahi Hawass, ha trasformato il Mediterraneo in un racconto fatto di sapori, consistenze e profumi.

Ad accogliere relatori, artisti, autorità e ospiti del Premio è stata l’elegante ospitalità dell’NH Collection Taormina che, sotto la guida del direttore Amedeo Zaffino, ha saputo fare dell’accoglienza uno dei tratti distintivi della serata. La cura riservata agli ospiti, l’attenzione ai dettagli e un servizio impeccabile hanno contribuito a creare un’atmosfera raffinata ma al tempo stesso autentica, nella quale la terrazza panoramica dello Zefiro, affacciata sul Teatro Antico e sul mare di Taormina, è diventata parte integrante dell’esperienza gastronomica, esaltando il dialogo tra paesaggio, cucina e ospitalità.

La cena nasce dall’incontro tra due sensibilità diverse ma perfettamente complementari. Da un lato Pietro D’Agostino, chef patron del ristorante stellato La Capinera di Taormina, tra i più autorevoli interpreti della cucina mediterranea contemporanea. Da oltre vent’anni la sua ricerca gastronomica si fonda su un principio preciso: lasciare che sia la materia prima a guidare il piatto. Il pescato locale, gli ortaggi di stagione, gli agrumi e le erbe aromatiche diventano così gli strumenti attraverso cui raccontare il territorio, in una cucina essenziale, elegante e mai ridondante, dove la tecnica è presente ma discreta, al servizio del gusto e dell’equilibrio. Una filosofia che gli ha permesso di affermarsi come uno dei principali ambasciatori della gastronomia siciliana, capace di coniugare identità territoriale, sensibilità contemporanea e rispetto assoluto per l’ingrediente.

Accanto a lui Giuseppe Digiugno, Executive Chef dello Zefiro, che interpreta la tradizione siciliana con uno sguardo moderno, alleggerendo le preparazioni e valorizzando le produzioni locali attraverso cotture misurate, pulizia nei sapori e un’attenta ricerca dell’armonia tra consistenze e profumi. La sintonia tra i due chef ha dato vita a un percorso gastronomico coerente, nel quale ogni portata dialogava con la successiva, accompagnando gli ospiti in un viaggio attraverso le diverse sfumature del Mediterraneo.

Foto: PVK Produzioni

Ad aprire il percorso gastronomico è “Brezza Marina”, creazione firmata dallo chef Pietro D’Agostino, un piatto che racchiude tutta la sua idea di cucina: essenziale, elegante e profondamente legata ai ricordi. La zuppa di calamari e ricci di mare, completata da cacao e arancia candita, sorprende fin dal primo cucchiaio per il gioco di consistenze. In superficie la preparazione si presenta morbida e vellutata, quasi avvolgente, grazie all’incontro tra il calamaro e la delicata cremosità del riccio di mare. È solo affondando il cucchiaio che il piatto cambia registro: emergono i piccoli cubi di arancia candita, che regalano una piacevole consistenza e una freschezza agrumata capace di ravvivare il palato. Al naso dominano le note iodate del mare, impreziosite dai profumi degli agrumi siciliani. In bocca la naturale dolcezza del calamaro incontra la sapidità intensa del riccio, mentre il cacao, dosato con estrema misura, introduce una leggera nota tostata che amplifica la complessità aromatica senza mai sovrastare gli altri ingredienti.

Foto: PVK Produzioni

Con i panciotti ripieni di pesce spada e uvetta lo chef Giuseppe Digiugno accompagna il commensale in una Sicilia fatta di contaminazioni e memoria. Il primo profumo che arriva è quello della melanzana affumicata, delicato ma persistente, capace di evocare immediatamente la cucina di casa e le preparazioni estive. Al taglio la sfoglia, sottile e perfettamente tirata, lascia spazio a un ripieno morbido e succoso, dove il pesce spada mantiene tutta la sua identità senza perdere eleganza. L’uvetta non addolcisce il piatto, ma ne arrotonda il gusto con discrezione, richiamando quell’equilibrio tra dolce e sapido che rappresenta una delle eredità più autentiche della cucina siciliana. I pomodorini confit rilasciano lentamente la loro concentrazione di sapore, aggiungendo una piacevole vena acidula che dona slancio all’assaggio, mentre le mandorle tostate intervengono solo nel finale, regalando croccantezza e una leggera nota aromatica che prolunga la persistenza del piatto.

Foto: PVK Produzioni

Con il filetto di dentice Digiugno sceglie la strada dell’essenzialità, affidando alla qualità della materia prima il ruolo di assoluta protagonista. Il profumo è delicato, dominato dalle note marine del pescato appena accompagnate dall’aroma elegante dello zafferano. Al primo assaggio sorprende la consistenza della carne: compatta ma estremamente succosa, capace di sciogliersi in bocca con naturalezza senza perdere struttura. La purea di patate, liscia e vellutata, avvolge il palato con una morbidezza che viene impreziosita dalle leggere sfumature speziate dello zafferano, mai invadente ma perfettamente integrato nell’equilibrio del piatto. Le verdure di stagione introducono una componente fresca e croccante che rompe la cremosità della purea, regalando ritmo e leggerezza all’assaggio. È un piatto che convince proprio per la sua apparente semplicità.

Il menu ha trovato la propria coerenza proprio nell’alternanza delle due firme. D’Agostino ha aperto con un piatto evocativo, contemporaneo che richiama i profumi e i ricordi del Mediterraneo; Digiugno raccoglie questo spunto e lo traduce in una cucina che guarda alla tradizione siciliana con uno sguardo anch’esso innovativo, costruendo un percorso nel quale ogni portata sembra la naturale evoluzione della precedente.

Foto: PVK Produzioni

A chiudere il percorso gastronomico è stato il ricco Gran Buffet firmato dalla Pasticceria Caffetteria Luca di Bronte, un autentico tributo alla grande tradizione dolciaria siciliana. Sul tavolo delle creazioni spiccava la torta celebrativa destinata al tradizionale taglio finale, affiancata da una raffinata selezione di dessert che ha conquistato gli ospiti. Tra tutte, a raccogliere i maggiori consensi è stata la torta al babà, un vero esercizio di alta pasticceria: soffice, perfettamente inzuppata, equilibrata nella dolcezza e impreziosita da una crema vellutata che ne esaltava la fragranza senza appesantire il palato.

Foto: PVK Produzioni

L’intero percorso è stato accompagnato da una selezione di etichette delle cantine Donnafugata e Bottega, protagoniste di abbinamenti studiati per accompagnare con equilibrio l’evoluzione del menu. I vini hanno dialogato con ogni portata, sostenendo la sapidità delle preparazioni di mare, la complessità aromatica dei primi piatti e la delicatezza del dentice, senza mai sovrastarne i sapori.

Foto: PVK Produzioni

La cena è stata accolta con entusiasmo dai numerosi ospiti del Nations Award, che hanno apprezzato un percorso gastronomico capace di raccontare la Sicilia attraverso i suoi ingredienti più autentici. Attorno alla tavola si sono ritrovati artisti, autorità, relatori e personalità del mondo della cultura, tra cui la madrina della ventesima edizione Margherita Mazzucco, l’ambassador del Nations Award Mădălina Ghenea, Michele Morrone, l’attrice turca Özge Özpirinçci, il celebre egittologo Zahi Hawass, il giornalista Andrea Morandi e l’attrice Barbara Tabita. Il loro apprezzamento ha confermato come la cucina possa diventare uno dei linguaggi più efficaci per raccontare un territorio, trasformando una cena di gala in un’esperienza culturale capace di unire ospitalità, tradizione e alta gastronomia.

Culture & Terroir Magazine
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