La degustazione riservata a giornalisti italiani e internazionali ha aperto la 34ª edizione di Benvenuto Brunello, l’anteprima ufficiale del Consorzio che ogni anno mette sotto i riflettori uno dei simboli più importanti dell’enologia italiana. Nel suggestivo Chiostro di Sant’Agostino, cuore storico del borgo di Montalcino, oltre cento critici e firme della stampa specializzata hanno potuto assaggiare in anteprima la nuova annata, presentata da 123 cantine, in un clima di grande attesa e concentrazione.
L’evento ha confermato, come sempre, il ruolo del Brunello di Montalcino, dal 1980 prima Docg italiana i cui vigneti da 21anni sono patrimonio Unesco, non solo come eccellenza vinicola, ma anche come ponte tra territorio, produttori e pubblico internazionale. Eleganza e rigore, profondità e precisione sono tutte caratteristiche emerse con chiarezza nell’analisi delle annate 2021 e 2020, che hanno evidenziato le diverse sfumature espressive del Sangiovese allevato a Montalcino.

Il Brunello di Montalcino 2021 si distingue per tre elementi chiave: verticalità, fragranza e definizione, scaturiti dall’innovativo Brunello Forma, nuovo approccio data-driven alla valutazione delle annate, coordinato dal grande lavoro dei Master of Wine Andrea Lonardi e Gabriele Gorelli. La verticalità evidenzia un apprezzato elemento di modernità, con la fragranza che si manifesta in un bouquet aromatico fine, con note di frutta rossa e pesca, accenni floreali delicati e un leggero tocco speziato, completato da richiami alla macchia mediterranea. La definizione riflette le condizioni climatiche dell’annata, ricordate da Giacomo Bartolommei presidente del Consorzio: una gelata primaverile e un’estate particolarmente asciutta, mitigate da piogge estive leggermente superiori alla media, hanno prodotto vini equilibrati, con tannini regolari e armonia tra struttura alcolica e peso aromatico.

Il Brunello Riserva 2020, pur in un’annata caratterizzata da maggiore irregolarità climatica, ha beneficiato di fasi più fresche e piovose nei momenti decisivi della maturazione. La conduzione attenta della vendemmia ha permesso al Sangiovese di esprimere freschezza, complessità e struttura, dando origine a vini destinati a svilupparsi con equilibrio nel tempo.
Accanto alle nuove uscite di Brunello, spazio anche al Rosso di Montalcino (vendemmia 2024), sempre più riconosciuto come vino di identità propria caratterizzato da un affinamento più breve, che ne esalta il lato più dinamico e fragrante, ed alla degustazione del Moscadello anima antica e versatile di Montalcino, riscoperta grazie al Consorzio.

Insieme, formano un racconto completo di Montalcino: uno sguardo al presente, l’altro al futuro.
Vi raccontiamo alcune delle etichette che più ci hanno colpito tra quelle degustate, un percorso che attraversa stili, territori e interpretazioni diverse del Brunello di Montalcino, con l’annata 2021 a nostro avviso già ben interpretata e caratterizzata dalla spiccata capacità evolutiva tipica ilcinese.

Ciacci Piccolomini d’Aragona – Pianrosso Brunello di Montalcino 2021
Oggi l’azienda è gestita da Paolo e dalla sorella Lucia Bianchini, che hanno raccolto la guida della tenuta dal padre Giuseppe, entrato in proprietà nel 1985. Il vino prodotto nella Tenuta nasce esclusivamente nelle annate migliori, da uve selezionate provenienti dai vigneti di Pianrosso, un cru di 11,69 ettari situato tra i 240 e i 360 metri sul livello del mare. Qui il Sangiovese trova il suo habitat ideale, sviluppando aromaticità, struttura e finezza. Nel calice si presenta con un rosso rubino tendente al granato. Il bouquet è ampio e articolato: frutti rossi maturi, come ciliegia e ribes, si intrecciano a note speziate delicate e richiami di spezie dolci. I tannini sono ben strutturati, decisi ma levigati, sostenuti da un’acidità calibrata che conferisce slancio e freschezza. Sorso infinito.

Mastrojanni – Vigna Loreto Brunello di Montalcino 2021
Dal 1975 Mastrojanni produce vini dal carattere immediatamente riconoscibile, capaci di esprimere con coerenza l’identità del territorio. Le vigne Schiena d’Asino e Loreto, tuttora tra i toponimi principali dell’azienda, rappresentano l’espressione più autentica e rappresentativa della filosofia produttiva. Da quest’ultimo proviene il Brunello di Montalcino 2021 affinato per 36 mesi in botti di rovere per poi completare l’evoluzione con un minimo di sei mesi in bottiglia.
Dal manto rubino intenso e luminoso, con riflessi granato all’olfatto si apre con un bouquet complesso e stratificato, in cui la frutta rossa matura — ciliegia, prugna e lampone — si intreccia a delicate note di sottobosco, erbe aromatiche e spezie dolci, accompagnate da leggere sfumature di vaniglia, tabacco e cedro. Il sorso è pieno e avvolgente, con un corpo ben strutturato ma equilibrato da acidità vivace e tannini eleganti, setosi e ben integrati. Notevole la progressione gustativa.

Patrizia Cencioni – Ofelio Brunello di Montalcino 2021
L’Azienda Agricola Patrizia Cencioni è una realtà a conduzione familiare, gestita da Patrizia e dalle figlie Annalisa e Arianna. I terreni destinati al Brunello di Montalcino “Ofelio” si trovano a pochi chilometri dal borgo, a circa 350 metri sul livello del mare. Il vino matura per 40 mesi in botti di rovere di Slavonia, un passaggio che gli conferisce struttura e complessità, prima di completare il proprio percorso in bottiglia.
Nel calice colpisce per il suo manto rubino profondo e brillante. Alla prima olfazione emergono note di violetta, accompagnate da delicati sentori di erbe aromatiche e spezie, che conferiscono eleganza e definizione. Al palato è ricco e pieno, con tannini levigati ma ben presenti, sostenuti da un’acidità equilibrata che dona slancio e freschezza. Di grande struttura e corrispondenza gusto-olfattiva.

Tenute Donna Olga – Clos degli Amodeo Brunello di Montalcino 2021
Il nome “Clos degli Amodeo” rende omaggio ai figli di Olga Peluso Centolani e, al tempo stesso, richiama la tradizione dei celebri “clos” borgognoni, da sempre fonte di ispirazione per la famiglia. Olga Peluso Centolani, attiva nella produzione di Brunello sin dagli anni Ottanta sui terreni ereditati dalla madre, guida oggi due tenute situate in zone particolarmente vocate: Tenute Pietranera sul versante sud-orientale e Tenute Donna Olga sulla collina sud-occidentale. Il vino nasce da un vigneto unico di tre ettari che circonda il Castello di Velona, luogo simbolico del versante meridionale di Montalcino. Nel calice si presenta con un carminio brillante. Il profilo aromatico è immediato e nitido, giocato su ciliegia matura, accenni di noce e una delicata nota di cedro fresco. Al palato il sorso è rotondo e accogliente, sostenuto da tannini fitti e ben amalgamati. L’acidità, calibrata e mai invadente, dona equilibrio e slancio fino a un finale di piacevole e continua persistenza.

Antinori – Pian delle Vigne Brunello di Montalcino 2021
La famiglia Antinori, tra le più prestigiose e longeve nel panorama enologico italiano, vanta una storia che attraversa sei secoli di produzione e innovazione. Tra le loro proprietà, la Tenuta Pian delle Vigne, a circa sei chilometri a sud-ovest di Montalcino, il cui nome deriva dall’omonima località. Acquisita dai Marchesi Antinori nel 1995, la tenuta ha visto nascere la prima vendemmia del Brunello Pian delle Vigne, espressione raffinata della loro interpretazione del Sangiovese.
Rubino luminoso, dalle note fresche e fragranti di frutta rossa e agrumi, come prugna e arancia sanguinella, arricchite da delicate sfumature balsamiche e sentori di vaniglia, che conferiscono complessità e finezza. Al palato il vino si distingue per una struttura dinamica: i tannini sono ben integrati, sostenuti da una freschezza vivace che ne accentua l’armonia. Il finale è persistente, con richiami fruttati e speziati, espressione di equilibrio e precisione stilistica.

Castello di Banfi – Vigna Marrucheto Brunello di Montalcino 2021
Punto di riferimento dell’enologia toscana, tra le produzioni di eccellenza spicca il Brunello Vigna Marrucheto, nato dalle uve di un vigneto omonimo. Il vigneto Marrucheto si estende su circa 10 ettari collinari, suddivisi in tre parcelle con suoli di origine marina e fluviale. L’affinamento avviene in grandi botti di rovere francese per 30 mesi, seguito da un periodo in bottiglia che completa la maturazione del vino.
Nel calice, il Brunello Vigna Marrucheto si presenta con un rosso rubino intenso, brillante. Ampio lo spettro olfattivo, dominato da frutta rossa matura e delicate note balsamiche, integrate da leggere sfumature speziate. Al palato si rivela elegante e strutturato, con tannini maturi e ben definiti, sostenuti da una freschezza equilibrata. Il sorso è pieno e armonico, con una persistenza lunga e avvolgente che lascia una traccia chiara della tipicità del vigneto e della filosofia Banfi.

Gorelli – Brunello di Montalcino 2021
Uve di Sangiovese grosso che provengono da un vigneto situato nel versante nord-est del comprensorio di Montalcino, ad una altitudine di 340 metri sul livello del mare. Giuseppe Gorelli conduce 6 ettari di cui 2 in proprietà, vinificando a Podere Cerrino, in attesa della nuova cantina. Brunello che fermenta spontaneamente su lieviti indigeni, in tini e botti di rovere di Slavonia da 50 hl., con permanenza sulle bucce di 40/45 giorni, affinando poi in botti di rovere di Slavonia e francese, fra i 16 e 35 ettolitri, per oltre 36 mesi.
Fiori e piccoli frutti rossi, impreziositi da note agrumate e sbuffi di pietra focaia, spezie e toni affumicati per un bouquet ampio e arioso. Il palato è fresco e ricco, sorretto da una struttura elegante e ben calibrata. Il finale è lungo e piacevole, con una beva di grande facilità e piacevolezza.

Col di Lamo – Brunello di Montalcino “A Diletta” 2021
La storia di cantina Col Di Lamo è un esempio di determinazione e resilienza, sviluppatasi nell’anfiteatro naturale sulla valle dell’Asso, la cantina segue una conduzione a regime biologico certificato. Qui la passione e l’impegno al femminile hanno trasformato le sfide in opportunità e i sogni in realtà, con attenzione e rispetto per l’ambiente e il territorio.
L’entusiasmo contagioso di Gianna (come la chiamano gli amici), che ha dedicato questa referenza alla figlia Diletta che la affianca in cantina, si ritrova nel caleidoscopico assaggio, di un vino che matura in botte grande da 50 hl in rovere di Slavonia per oltre 36 mesi e prosegue l’affinamento in bottiglia per almeno 6 mesi. Al calice apprezziamo profumi raffinati di frutti rossi, potpourri e ginepro, con tratti lievemente speziati. Si apre al palato in una piacevole freschezza, per un sorso succoso, sapido e ben bilanciato. Lungo, lineare e davvero piacevole.

Sesti – Phenomena Brunello di Montalcino Riserva 2020
La Tenuta Sesti del Castello di Argiano si estende su 102 ettari, di cui tredici coltivati a vigneto. I vigneti si trovano sulle pendici meridionali di Montalcino, una posizione privilegiata che contribuisce a conferire ai vini eleganza, profondità e carattere, rendendo possibile la produzione di alcuni dei Brunello più apprezzati della denominazione. Elisa Sesti cresciuta al Castello di Argiano, ha studiato in Italia, in Inghilterra e a Parigi e si è laureata in teatro e architettura classica a Londra ma ha scelto di dirigere con successo l’azienda, portando a compimento anche il progetto di restaurazione della torre del castello.
Il Brunello di Montalcino Riserva “Phenomena” si presenta nella veste luminosa,rubino. Seducenti le note di ciliegia matura che si intrecciano a delicate nuance, spezie e a un leggero sentore terroso, che ne amplifica la profondità. Al palato si rivela elegante e equilibrato: i tannini sono morbidi e ben integrati, sostenuti da una struttura armoniosa che conduce a un finale lungo, persistente e avvolgente, capace di esprimere pienamente il carattere raffinato della Tenuta, dominata dalla splendida Torre del Castello di Argiano costruito nel 1200 d.c.

Donatella Cinelli Colombini – Brunello di Montalcino Riserva 2020
Donatella Cinelli Colombini produce il Brunello di Montalcino Riserva nella sua cantina Casato Prime Donne, situata nel cuore di Montalcino, selezionando solo le annate migliori e raccogliendo a mano le uve Sangiovese più mature e perfette. Questa attenzione estrema e il ritmo lento della lavorazione assicurano che in cantina arrivi solo frutto di qualità superiore, pronto per diventare un vino di grande eleganza e longevità.
Nel bicchiere, la Riserva si presenta con un rubino luminoso e compatto, che lascia intuire la densità e la complessità del sorso. Colpiscono gli aromi complessi e stratificati, in cui la frutta rossa matura, come ciliegia e prugna, si intreccia a delicate note di sottobosco, tabacco e spezie dolci, mentre accenni balsamici e minerali conferiscono eleganza e profondità. I tannini sono decisi ma vellutati, sostenuti da un’acidità equilibrata. Il sorso è pieno e vibrante, con un finale persistente, ricco di sfumature fruttate e speziate, capace di evolvere con grazia nel tempo.

Poggio Abate – La Poderina Brunello di Montalcino Riserva 2020
La Poderina, realtà produttiva parte della Tenuta del Cerro, si distingue per un approccio che coniuga tradizione e innovazione. Il Brunello di Montalcino rappresenta il cuore della produzione, declinato in due interpretazioni: la Riserva “Poggio Abate” e il Brunello di Montalcino DOCG classico. Alla vista un rubino intenso, vivace nei riflessi e dotato di una trama luminosa che lascia presagire struttura e concentrazione. Ciliegia matura, prugna e marasca aprono la scena, seguite da sfumature di sottobosco, liquirizia, tabacco dolce e una delicata speziatura. Armonico e ben costruito al palato, con tannini fitti ma generosi al sorso sostengono una progressione equilibrata. La freschezza è misurata e dona slancio, mentre la struttura si mostra piena ma mai eccessiva.

Le Chiuse – Brunello di Montalcino Riserva Diecianni 2016
Selezione della vigna più vecchia, che uscirà a gennaio 2026, al decimo anno dalla vendemmia. Vigne che raccontano la storia di tante generazioni accomunate dalla passione per il Sangiovese. Le Chiuse fu portata in dote alla fine del 1700 da Maria Tamanti andata in sposa a Clemente Santi. La famiglia Biondi Santi proprio in queste vigne fece così nascere la propria “mitica” Riserva di Brunello. Nel 1986 Simonetta Valiani Biondi Santi eredita dalla madre Fiorella Biondi Santi, “Le Chiuse” e memore degli insegnamenti del nonno Tancredi, inizia a produrre il suo Brunello.
Con l’aiuto del marito Nicolò Magnelli e del figlio Lorenzo restaura la fattoria, la cappella, costruisce una cantina sotterranea ed impianta nuovi vigneti. Un vino frutto dei grappoli più piccoli del vigneto più antico, che affina in botti di rovere per quattro anni ed in bottiglia per altri cinque, concepito per durare nel tempo, che ci dona grandi emozioni da subito, grazie ad un assaggio materico e sapido, che si distende ampio al palato, di grande freschezza, tratteggiata e sottile. Il frutto scuro e pieno, si concede con note di bacche rosse, erbe aromatiche e sbuffi speziati, lasciando spazio ad una lunga sapidità, che ricama un assaggio fresco, raffinato ed al contempo profondo, per un vino senza tempo.


























