Una serata evento conviviale concepita dallo chef Lorenzo Ruta per celebrare la ricchezza della tavola siciliana e salutare la stagione estiva insieme a una straordinaria brigata di colleghi, amici e maestri del gusto. Nelle atmosfere accoglienti del giardino del ristorante, il format ha preso vita attraverso isole di cucina animate da un dialogo continuo e spontaneo tra cuochi e ospiti, uniti dalla passione per la materia prima e dal piacere di stare bene insieme.
«Anche in questo caso, in un clima di assoluta festa – ha sottolineato Lorenzo Ruta – abbiamo voluto celebrare insieme a tanti amici e colleghi la grandezza della tavola siciliana. Lo abbiamo fatto nel giardino del ristorante che, per l’occasione, ha accolto molte postazioni di show cooking per degustare, brindare, divertirsi e condividere buone vibrazioni, festeggiando idealmente la fine della bella stagione, anche se qui in Sicilia il sole e il calore dureranno ancora a lungo».

La sinfonia dei sapori: maestri, chef e piatti protagonisti
Attorno a Lorenzo Ruta si sono riuniti interpreti d’eccezione dell’enogastronomia isolana e contemporanea, dando vita a un itinerario del palato ricco di sfumature, tra mare, terra, tradizioni rilette e felici contaminazioni d’autore.
Lorenzo Ruta: padrone di casa poliedrico, che ha anche festeggiato nell’occasione il proprio compleanno, ha conquistato i palati con una sorprendente rilettura marina, la Stigghiola di ricciola con miele e limone, affiancata da una magistrale selezione di panificati d’autore golosissimi (lo sfincione e la schiacciata al carrubo con pesto di broccoli, capuliato e mandorle).

Marco Massaia (La Barra, Palermo): lo chef torinese d’origine e palermitano d’adozione ha portato la sua cifra stilistica pulita e incisiva con la Terrina di ricciola, pil pil di teste e giardiniera, un piatto che valorizza la materia prima ittica con profondità e tecnica impeccabile.
Franco Sgarlata (Zèfiro Trattoria di Mare, Marina di Ragusa): ha reso omaggio all’anima costiera degli Iblei con la Pastratedda con scorfano e tenerumi, che ha messo tutti d’accordo.
Pietro La Torre (Ristorante Acquanova, Canicatti): ha firmato l’elegante piatto Infiltration, con crostacei in osmosi d’uva Italia igp di Canicatti, essenza di caponata e arancia amara. Un omaggio del talentuoso chef pugliese alla terra che ormai lo ha adottato.
Alberto Angiolucci (Macelleria di Mare): ha stupito con un audace gioco di consistenze e contrasti grazie alBacon di pesce spada, roast-beef di cavallo, nocepesca e finocchietto.
Marcantonio Blanco (Casa Blanco): ha proposto una ricercata ed originale Tartare di vacca cinisara, ostriche, gazpacho di pesche e finocchietto di mare.
Minji Kim: la chef coreana ha incantato con il suo sorriso accogliente perfetto ponte culturale tra Oriente e Trinacria e soprattutto con le sue Melanzane saltate alla coreana con crema di ricotta, vinaigrette al miso e uvetta, crumble al sesamo, olio al peperoncino e di perilla, e gambero rosso siciliano.
Corrado Assenza (Caffè Sicilia, Noto): il Maestro della pasticceria contemporanea, ambasciatore nel mondo della pasticceria siciliana, ha regalato una chiosa di pura poesia gustativa territoriale con la sua Torta doppio fior di latte con basilico e pesca bianca di Bivona.
Accanto alle creazioni degli chef, immancabile il contributo identitario dell’Antica Dolceria Bonajuto, guidata da Pierpaolo Ruta, custode della più illustre tradizione cioccolatiera della Contea.

Mixology, grandi cantine e ritmo
L’energia della serata è stata scandita, a completare l’esperienza sensoriale, dal pairing beverage studiato su misura. Il mondo della miscelazione ha visto in prima linea Davide Mauceri di Indigeno – Taverna Sicula, che in collaborazione con Amaro Amara ha animato il bancone con signature cocktail freschi ed equilibrati, a partire dal PalomAMARA (con Amara, distillato di fico d’India e soda al pompelmo) fino a ricercati gin tonic.
Nei calici, la narrazione enoica della Sicilia più vera è stata affidata alle selezioni delle cantine Dei Principi di Spadafora e Masseria del Feudo, capaci di accompagnare ed esaltare la complessità di ciascuna proposta gastronomica.
La colonna sonora dell’evento è stata affidata all’estro di Salvo JR (Salvatore Spadaro), che con la sua DJ selection ha saputo cadenzare i momenti della serata tra ritmo, melodia ed energia contagiosa, regalando al pubblico una vera notte di festa sotto il cielo modicano.

Cambiocavallo Resort: l’eleganza slow dell’accoglienza iblea
Cornice, rifugio e parte integrante dello spirito dell’evento è stato il Cambiocavallo Resort, boutique hotel di charme che molti ospiti hanno avuto modo di scoprire e apprezzare. Nato dal sapiente recupero conservativo di un’antica stazione di posta settecentesca – luogo d’altri tempi destinato al ristoro e al cambio dei cavalli per i viandanti -, il resort interpreta in una chiave contemporanea ed essenziale lo stile slow e autentico dell’ospitalità di questo scorcio di Sicilia.
Qui i muri in pietra calcarea locale e i soffitti in canne dialogano armoniosamente con arredi moderni, ampie vetrate e un design pulito, creando un ambiente rilassato dove il tempo rallenta naturalmente. Immerso nella pace della campagna modicana a poca distanza dal mare, tra carrubi secolari, uliveti, giardini di ispirazione arabo-mediterranea e una suggestiva piscina en plein air, Cambiocavallo incarna un’idea di lusso discreto e sussurrato.

Al mattino, l’identità del territorio si ritrova intatta nell’atmosfera della ricca colazione: dai lievitati artigianali appena sfornati e torte arricchite da frutta e confetture locali, fino a una selezione salata di formaggi freschi di masseria, salumi tipici e uova di giornata. Un risveglio scandito dalla generosa abbondanza siciliana, fatta di sapori autentici, ingredienti di stagione e materie prime fresche a filiera cortissima.
In fondo il perfetto prolungamento della filosofia di chef Lorenzo Ruta, dove a tavola la memoria storica si apre alla contemporaneità, all’insegna del benessere e della cura dell’ospite.

























