Il racconto di un territorio trova spesso la sua sintesi più compiuta a tavola, dove calici e piatti sanno farsi interpreti di un disegno complessivo. È proprio partendo dall’esperienza enogastronomica che si coglie l’evoluzione de La Contea, realtà etnea che ha scelto gli spazi di LHUB a Misterbianco (CT) per svelare la propria nuova visione. Il momento conviviale ha fatto da cornice al debutto di Nero Vite, il concept ristorativo interno della cantina guidato dal talentuoso resident chef de La Contea Mirko Pappalardo. Il percorso culinario, introdotto da un aperitivo gourmet sulla splendida terrazza, ha scandito una sequenza di portate pensate per valorizzare le produzioni aziendali, culminando idealmente nella Grappa da Nerello, distillato dedicato alla memoria di Giuseppe Turrisi.

Sul fronte dei calici, a scandire il ritmo della serata è stato in particolare l’assaggio di una magnum di 69/70 Etna Bianco Spumante Brut, un Metodo Classico da Nerello Mascalese in purezza con affinamento di almeno 36 mesi sui lieviti. L’annata 2017 ha rivelato un perlage fitto e persistente, un profilo cromatico giallo paglierino e un ventaglio aromatico complesso, cesellato da sentori di zagara, cedro, scorza d’arancia candita, sfumature tostate e ricordi di pasticceria, sostenuti al palato da un sorso croccante, fresco e di notevole persistenza. Il nome della cuvée rimanda direttamente alle tappe biografiche di Domenico Lombardo, figura a cui si ispira anche il DOC Etna Bianco Sicania Matador (Carricante all’80% e Catarratto al 20%), la cui veste grafica rende omaggio alle sue passate esperienze professionali tra Puglia e Spagna.

Questo dialogo tra passato e presente trova il suo fulcro nella rinnovata linea Classe 39, recentemente sottoposta a un restyling grafico che pone al centro il profilo del patriarca dell’azienda. La collezione esplora la versatilità del Nerello Mascalese vinificato in purezza nelle sue tre declinazioni — bianco, rosato e rosso — ciascuna valorizzata da vinificazioni dedicate. Alla regia di questo impianto enologico operano in stretta sinergia l’agronomo Giuseppe Paolì e l’enologo Mattia Giacomelli.

L’orizzonte produttivo della famiglia si snoda su due versanti complementari del vulcano. A Mascali, a circa 400 metri di altitudine sul versante nord-orientale, si estendono i 17 ettari della tenuta storica, contraddistinta da suoli minerali suddivisi tra 5 ettari vitati e 12 destinati a uliveti, frutteti e orti. A questo nucleo si affianca il progetto autonomo La Contrada, guidato in prima persona da Ludovica Lombardo. Laureatasi giovanissima in Inghilterra ed intrapreso parallelamente un nuovo percorso accademico a Catania, la giovane produttrice gestisce il nuovo progetto di 4,2 ettari di vigne pre-fillossera su terreni vulcanici a oltre 650 metri di quota in Contrada Santo Spirito, a Passopisciaro.

A chiudere il cerchio è l’origine stessa dell’azienda, rievocata in occasione del decennale della scomparsa di Giuseppe “Pippo” Turrisi. Fu lui, nel 2008, ad avviare la produzione vinicola insieme alla moglie Pina Capizzi, incoraggiato dalla figlia Mariagrazia e dal genero Domenico Lombardo, battezzando il primo rosso con il proprio anno di nascita, il 1939.

È all’interno di questo dialogo tra generazioni che si illumina il senso di quell’ ”abbarbicarisi” suggerito da Ludovica, e divenuto claim della serata, un’immagine che ha saputo restituire l’anima profonda del progetto. Non un ancoraggio statico, ma un vigoroso radicamento: un legame viscerale, insieme emotivo e operativo, destinato a rigenerarsi di continuo nel polso del territorio e nella dedizione della famiglia.»

























