La ventesima edizione del Nations Award si è aperta il 25 giugno con una Cena di Gala che ha trasformato il Grand Hotel San Pietro Taormina nel palcoscenico delle eccellenze gastronomiche siciliane. Un appuntamento fortemente voluto dal presidente Michel Curatolo, che ha scelto di affiancare al prestigioso Premio Cinematografico delle Nazioni un racconto del territorio attraverso il gusto.
Ad accogliere gli ospiti è stato Giuseppe Pavone, resident chef della pizzeria Magatama di Acireale, chiamato a inaugurare il percorso gastronomico con una pizza al tegamino che ha preceduto le creazioni dell’Executive Chef Luca Miuccio e dello chef Vincenzo Candiano di Locanda Don Serafino, una Stella Michelin.
«Aprire la Cena di Gala del Nations Award è stato motivo di grande orgoglio. Ho voluto proporre una pizza che rappresentasse la mia idea di Sicilia: un impasto che parte dai grani antichi e una farcitura che unisce mare, terra e freschezza mediterranea. Credo che oggi la pizza possa sedere con naturalezza accanto all’alta cucina, mantenendo la propria identità e continuando a emozionare attraverso la semplicità delle grandi materie prime» ha dichiarato Giuseppe Pavone.
La sua non è stata una semplice entrée, ma una preparazione studiata per introdurre gli ospiti nel racconto gastronomico della serata. Pavone ha scelto di partire dall’impasto, realizzato con grani antichi siciliani, interpretando la pizza al tegamino con uno stile contemporaneo che mette al centro leggerezza, fragranza ed equilibrio.

La scelta del tegamino non è casuale. Pavone la considera una tecnica capace di esaltare la struttura dell’impasto, garantendo una doppia consistenza: una base leggera e ben sviluppata, con una crosta sottile e croccante che lascia spazio alla morbidezza dell’interno. È proprio questo equilibrio a consentire una lettura nitida degli ingredienti, senza che nessuno prevalga sull’altro. La pizza diventa così un supporto gastronomico e non un semplice contenitore, pensata per accompagnare il percorso della cena con la stessa eleganza di un’entrée di alta cucina.
La cremosità della stracciatella accompagna il gambero rosso senza sovrastarne la delicatezza, mentre le perle di tartufo introducono una nota aromatica misurata, mai invasiva. A dare ritmo al boccone interviene lo zest di lime, che con la sua freschezza agrumata pulisce il palato e restituisce profondità all’insieme. Una composizione essenziale, nella quale ogni ingrediente è chiamato a sostenere il racconto dell’impasto in perfetta coerenza con la sua filosofia: lasciare che sia l’impasto, prima ancora della farcitura, a esprimere carattere e identità.
L’entrée firmato dal pizzaiolo acese ha così introdotto il percorso culinario ideato insieme a Luca Miuccio e Vincenzo Candiano, creando un dialogo naturale tra il mondo della pizza d’autore e quello dell’alta cucina. Una successione di portate costruita con coerenza, dove ogni preparazione rappresentava un tassello di un racconto più ampio dedicato alla Sicilia, alle sue produzioni identitarie e alla continua ricerca sulla materia prima.
























