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Il talento di Desirè La Guzza conquista la scena nazionale. Trionfo al “Pomodoro Show” con il dolce “Napulè”

La studentessa dell’IPSSEOA G. Falcone di Giarre firma il dessert vincitore al concorso nazionale Anicav, reinterpretando il pomodoro tra eleganza visiva, tecnica raffinata e armonie di gusto

Il giovane talento incontra la tradizione in una delle iniziative più significative dedicate alla formazione gastronomica: “Pomodoro Show”, il concorso nazionale promosso da ANICAV che celebra uno degli ingredienti simbolo della cucina italiana, il pomodoro conservato. L’evento, ospitato a Napoli il 30 aprile, ha riunito 25 studenti provenienti dai migliori istituti alberghieri del Paese, chiamati a confrontarsi in una sfida capace di unire tecnica, creatività e una sensibilità sempre più attenta alla cucina salutista.

Il concorso, intitolato “Pomodoro Show: la Creatività in Cucina – In memoria di Costantino Cutolo e Salvatore Rega”, nasce per rendere omaggio a due giovani protagonisti del settore conserviero, scomparsi prematuramente, trasformando il loro ricordo in uno stimolo concreto per le nuove generazioni. L’iniziativa invita infatti gli studenti a cimentarsi nella creazione di piatti inediti capaci di valorizzare i diversi derivati del pomodoro – dal pomodorino alla polpa, fino al pelato – esaltandone qualità, versatilità e identità in un equilibrio tra tradizione e innovazione, sotto lo sguardo attento di una giuria di alto profilo presieduta dallo chef bistellato Gennaro Esposito, garanzia di rigore tecnico e visione gastronomica contemporanea.

A conquistare il primo posto è stata la giovane Desirè La Guzza, studentessa del quinto anno del percorso di arte bianca e pasticceria presso l’IPSSEOA G. Falcone, guidato da Monica Insanguine. Originaria di Linguaglossa, Desirè si è distinta per una solida preparazione tecnica e una spiccata sensibilità creativa, frutto di un percorso formativo costruito con rigore e arricchito dalla guida del docente di enogastronomia Moreno Emmi. La sua proposta evidenzia padronanza delle tecniche di pasticceria moderna, attenzione all’equilibrio delle strutture e capacità di trasformare ingredienti della tradizione in una narrazione dolce contemporanea, elegante e riconoscibile.

Il dessert vincitore, dal nome evocativo “Napulè”, è un omaggio alla città ospitante e alla cultura gastronomica partenopea. Si tratta di una creazione di alta pasticceria che gioca con contrasti delicati e armonici, costruendo un’esperienza che coinvolge la vista, il gusto e la percezione tattile in un unico percorso sensoriale coerente.

“Napulè”

Il piatto si impone sin dal primo sguardo per la sua eleganza quasi architettonica. La composizione è definita da un equilibrio geometrico preciso e da una ricerca cromatica raffinata: al centro domina una sfera di “pomodoro” in versione dolce, realizzata con estrema precisione tecnica e con una resa estetica che richiama la natura, pur reinterpretandola in chiave contemporanea e pâtissière. Attorno, una sequenza regolare di gocce di coulis crea un ritmo visivo ordinato e dinamico, mentre le piccole cupole chiare e i petali colorati introducono leggerezza e contrasto, sottolineando la cura minuziosa del dettaglio.

Sul piano sensoriale, “Napulè” si sviluppa come un dessert stratificato e armonico. La superficie lucida della sfera centrale suggerisce una consistenza morbida e vellutata, quasi cremosa, che si scioglie progressivamente al palato. Questo cuore morbido dialoga con una base più strutturata, caratterizzata da una componente croccante e leggermente sablée, che apporta contrasto e sostiene l’insieme, evitando ogni monotonia gustativa.

L’esperienza al gusto è costruita su un equilibrio raffinato tra dolcezza e freschezza: la componente fruttata del pomodoro in versione dessert introduce una nota vivace e leggermente acidula, reinterpretata in chiave dolce, che dona slancio e pulizia al palato.

A completare il percorso intervengono le note aromatiche delle decorazioni: petali ed elementi vegetali non sono semplici ornamenti, ma contribuiscono con accenti floreali delicati e profumi leggeri che alleggeriscono la percezione complessiva e accompagnano la degustazione verso una chiusura pulita e raffinata. Il risultato è un dessert che si sviluppa come un equilibrio continuo tra morbidezza e croccantezza, dolcezza e freschezza, struttura e leggerezza, offrendo un’esperienza coerente e sorprendentemente elegante.

Una prelibatezza che troverà spazio all’interno di un volume dedicato alla cucina salutista curato dalla Fondazione Veronesi, a conferma di un riconoscimento che non si limita alla sola eccellenza tecnica e creativa del dessert, ma che ne valorizza anche la capacità di interpretare il cibo in modo più consapevole, attuale e attento al benessere. Ed è proprio da questa ulteriore consacrazione che il percorso di Desirè La Guzza assume una dimensione ancora più ampia e significativa.

Il suo percorso a “Pomodoro Show” si traduce infatti in un’occasione concreta di crescita professionale: la giovane studentessa avrà accesso a uno stage formativo presso il ristorante stellato La Torre del Saracino, guidato da Gennaro Esposito, dove potrà confrontarsi direttamente con i ritmi, le tecniche e la filosofia dell’alta cucina mediterranea. Un passaggio che assume il significato di un vero ponte tra la formazione scolastica e il mondo dell’alta ristorazione, in cui talento e disciplina trovano una dimensione reale di applicazione.

Accanto a questa esperienza, il premio prevede anche un contributo economico di 3.000 euro destinato all’acquisto di attrezzature per l’istituto di provenienza: un gesto che amplia il valore della vittoria, trasformandola in un beneficio collettivo, capace di arricchire il percorso didattico di altri studenti e di rafforzare le risorse della scuola.

In questo intreccio di opportunità, crescita e condivisione, la vittoria di Desirè si trasforma in qualcosa di più ampio di un semplice traguardo personale. Diventa il riflesso di una nuova generazione che, partendo dalla tradizione e da ingredienti simbolici come il pomodoro, riesce a costruire linguaggi culinari nuovi, in cui tecnica, identità e visione convivono con naturalezza.

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