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Il Brunello di Montalcino Riserva si mette a nudo: quarant’anni di evoluzione e storia nel calice

Dalle vendemmie più calde a quelle più essenziali, il racconto vivo delle annate dalla 1985 alla 2020, di stili e sensibilità produttive che esaltano il valore del tempo per Montalcino

Una super verticale, tra le masterclass più attese dell’ultimo Vinitaly, è stata senza dubbio “Illustrious Legacy: Brunello di Montalcino Riserva and Vintage Personality”, guidata dal Master of Wine Gabriele Gorelli insieme al Presidente del Consorzio Giacomo Bartolommei, presente anche il neo direttore Guglielmo Ascheri.

Non solo un excursus storico dedicato al Brunello di Montalcino Riserva – quello al quale abbiamo avuto il privilegio di partecipare – bensì un racconto coerente ed avvincente capace di attraversare oltre quarant’anni di vendemmie e di stile, mettendo in dialogo annate leggendarie e interpretazioni contemporanee. Dal millesimo 1985 — il più antico in degustazione — fino alle espressioni più recenti, la masterclass ha offerto una lettura profonda dell’evoluzione della denominazione, evidenziando come il tempo rappresenti uno degli alleati più straordinari del Brunello.

Nel corso della degustazione, Gabriele Gorelli è riuscito da par suo a ben evidenziare il profilo sfaccettato e in continua evoluzione del Brunello di Montalcino Riserva. Le dieci annate protagoniste (dalla 1985 alla 2020) hanno raccontato come il Sangiovese grosso riesca a interpretare con autenticità le differenti condizioni climatiche, passando dalla ricchezza delle vendemmie più mature alla precisione e tensione di quelle più fresche. A distinguersi è stata soprattutto la sensibilità produttiva delle aziende, capaci di trasformare ogni millesimo in un’espressione coerente ed elegante, dove intensità aromatica, finezza e capacità di invecchiamento si fondono con naturale equilibrio.

Più che una verticale, “Illustrious Legacy” si è rivelata un racconto corale di Montalcino, in cui ogni annata ha rivendicato un’identità precisa pur restando fedele al linguaggio del Brunello, quello che lo ha reso un’icona internazionale. Un viaggio sensoriale dentro memoria, stile e capacità di evoluzione, che conferma il Brunello di Montalcino Riserva tra le massime espressioni del vino italiano nel mondo.

Di seguito, il racconto delle etichette protagoniste di questo straordinario itinerario nel tempo

Il Poggione – Brunello di Montalcino Riserva 1985

Nel bicchiere si rivela un vino dal fascino maturo frutto di una vendemmia calda che ha saputo mantenere nel tempo equilibrio e definizione. Il quadro olfattivo si apre su richiami floreali ormai ingentiliti dal tempo, seguiti da sensazioni di frutta scura evoluta che ne amplificano la profondità.

Con il passare dei minuti, il profilo si orienta verso toni più evoluti e complessi, dove emergono note di tabacco e sfumature terziarie leggermente balsamiche. In bocca mostra una tessitura ancora ben leggibile: i tannini, smussati ma presenti, accompagnano una struttura che conserva sorprendentemente tensione. La chiusura è armonica, con un ritorno sapido e una persistenza che lascia percepire una vitalità residua inattesa, quasi a sottolineare la capacità del vino di resistere al tempo senza perdere identità. 93 pt.

Mastrojanni – Brunello di Montalcino Riserva 1990

Una delle espressioni iconiche del territorio nel mondo, che si impone con la vendemmia 1990 con immediatezza, attraverso un’espressione ancora ricca e vibrante. Il bouquet si sviluppa su un registro ampio e avvolgente fatto di sensazioni speziate e frutta matura. L’assaggio conferma la coerenza del naso: il vino mantiene una struttura compatta e ben sostenuta, con una consistenza ancora viva e dinamica. La trama tannica appare levigata e fine, quasi cremosa nella sua progressione, accompagnando un sorso lungo e continuo. Il finale si distende con grande persistenza, lasciando riaffiorare ricordi di spezie dolci che ne prolungano l’eco gustativa con notevole eleganza. 97 pt.

Col d’Orcia – Brunello di Montalcino Riserva 1995 Poggio al Vento

Avevamo avuto il privilegio di degustare questo capolavoro di longevità in formato magnum grazie al Conte Francesco Marone Cinzano, proprio all’ultima anteprima di “Benvenuto Brunello” a Montalcino. L’impronta aromatica è ampia, definita da un connubio di frutta matura e note più minerali. Ne deriva un profilo olfattivo stratificato, che alterna morbidezza e tensione. Il vino al sorso si sviluppa in modo progressivo, con una traiettoria lineare che ripercorre fedelmente le suggestioni del naso, ampliandole in profondità. Freschezza e tannini setosi ma ben percepibili diventano gli elementi portanti, accompagnati da una chiusura ampia e continua, lasciando una sensazione di coerenza e slancio che ne prolunga l’impronta nel tempo. 96 pt.

La Magia – Brunello di Montalcino Riserva 1995

L’esame nel bicchiere restituisce un vino dal tono raccolto e di impostazione elegante. L’approccio olfattivo non è mai immediato: si costruisce lentamente, lasciando emergere una dimensione scura e densa. Il frutto appare evoluto e compattato dal tempo, con richiami che virano verso sensazioni tostate. Con l’ossigenazione il quadro si allarga su sfumature meno immediate, dove affiorano tracce vegetali e un sottofondo minerale che ne definisce la personalità più austera.

Al palato la progressione è essenziale, asciutta, costruita su una dinamica più verticale che ampia sostenuta da una componente tannica ancora leggibile e da una freschezza che ne mantiene l’integrità. La chiusura è scura, con ritorni di frutta che si dissolvono lentamente, lasciando una sensazione di vino riservato, quasi meditativo, più orientato alla profondità che all’impatto immediato. 92 pt.

Fattoria dei Barbi – Brunello di Montalcino Riserva 1999

Si impone con un profilo deciso e ben scolpito, che unisce immediatezza aromatica e persistenza. L’apertura olfattiva è caratterizzata da un registro avvolgente, dove le suggestioni fruttate fanno da introduzione a una componente floreale dal carattere ricco ma non eccessivo. Nel susseguirsi dell’olfazione il vino cambia profondità, lasciando emergere una trama più verde che aggiunge tensione e dinamismo alla lettura complessiva.

In bocca mostra un impatto ampio e solido, con una presenza importante che si sviluppa però con ordine e direzionalità. La struttura è evidente ma governata da una progressione lineare che sostiene il sorso fino al centro bocca. 94 pt.

Camigliano – Brunello di Montalcino Riserva 2006 Gualto

Inizia il racconto di Gorelli MW dell’ultimo ventennio che ha visto Montalcino, riscrivere con rispetto e consapevolezza il proprio vocabolario produttivo. In questo vino pienezza e calore, tipica di un’annata particolarmente solare, in cui la maturità del frutto si impone con naturale evidenza, L’impatto olfattivo è ampio, quasi espansivo, e restituisce da subito un’idea di concentrazione e ricchezza. Il frutto scuro domina la scena, con toni che ricordano preparazioni dense e mature, accompagnati da una speziatura decisa che ne amplifica la profondità. A questa base si innestano sfumature più scure e aromatiche, dove la componente balsamica si intreccia a sensazioni di tostatura.

In bocca l’ingresso è vigoroso, con una sensazione di volume che riempie il palato senza incertezze. La struttura è larga, costruita su una materia fitta e su una componente estrattiva importante, che conferisce al sorso una sensazione di forza controllata.

La chiusura è lunga e persistente, con un ritorno netto su note tostate e floreali, che si fondono in una scia gustativa intensa e continua, lasciando un’impressione di grande impatto e densità. E’ il segno di un evoluzione territoriale. 97 pt.  

La Gerla – Brunello di Montalcino Riserva 2010 Gli Angeli

Nel bicchiere si impone con un’eleganza nitida e scolpita, quasi cristallina nella sua definizione, espressione di una vendemmia di altissimo livello. L’impatto aromatico è ordinato e slanciato verso l’alto, con un profilo che privilegia precisione e pulizia espressiva. La componente fruttata si esprime su note di grande maturazione, sostenuta da una cornice speziata fine.

Al palato il vino mostra un asse centrale ben definito, con sviluppo lineare e notevole profondità gustativa. La tessitura è raffinata, con tannini fitti ma perfettamente integrati, che accompagnano il sorso senza mai interromperne la progressione. La chiusura è lunga, tesa e vibrante, sostenuta da una sensazione sapida che ne allunga la persistenza e da una freschezza viva che mantiene il vino in costante movimento, restituendo un’idea di equilibrio raro e grande precisione stilistica. 96 pt.

Le Chiuse – Brunello di Montalcino Riserva 2015 Diecianni

La famiglia Biondi Santi proprio in queste vigne fece così nascere la propria “mitica” Riserva di Brunello. Nel 1986 Simonetta Valiani Biondi Santi eredita dalla madre Fiorella Biondi Santi, “Le Chiuse” e memore degli insegnamenti del nonno Tancredi, inizia a produrre il suo Brunello.  Con una grazia immediata, in cui la maturità dell’annata si traduce in un’espressione piena ma mai eccessiva, l’impatto olfattivo è delicato e ben composto, giocato su una sensazione di freschezza aromatica che mette in risalto la finezza del Sangiovese. Il profilo si apre con una trama fruttata nitida, dove i piccoli frutti rossi si mostrano maturi e succosi.

La struttura è sostenuta da una freschezza ben presente che ne guida lo sviluppo, mentre la trama tannica risulta sottile, precisa e perfettamente levigata. Il sorso è scorrevole ma profondo, con una progressione continua e ben ritmata. 95 pt.

San Polo – Brunello di Montalcino Riserva 2015

Dall’impronta nitida, giocata su contrasti immediati che ne definiscono il carattere senza mediazioni. Il bouquet olfattivo si costruisce attorno a un frutto rosso maturo, ricco e ben concentrato, che dà subito l’idea di una vendemmia calda e generosa. A interrompere la componente più morbida interviene una marcata sfumatura vegetale che introduce una lettura più austera e allo stesso tempo decisa. La struttura è solida, sostenuta da una trama tannica fine ma ben presente, che dà grip e definizione al sorso. 92 pt.

Altesino – Brunello di Montalcino Riserva 2020

L’annata 2020 ha caratterizzato l’espressione della Riserva a Montalcino. Una irregolarità climatica, ha portato benefici nelle fasi più fresche e piovose, giunte nei momenti decisivi della maturazione. La conduzione attenta della vendemmia ha conferito al Sangiovese di esprimere freschezza, complessità e struttura, dando origine a vini destinati a svilupparsi con equilibrio nel tempo. Altesino, giovane ma tutt’altro che acerbo, rivela una presenza che non ha bisogno di mediazioni per farsi capire.

L’impatto iniziale è vivo, diretto, quasi vibrante nella sua definizione aromatica. Il naso si costruisce su un bouquet floreale delicato, seguito da una componente di frutta matura capace di sostenere ed evidenziare la nuance tostata. Il sorso è composto: pieno, ma con una sensazione di ordine interno che ne guida lo sviluppo. Tannini fini e ben distribuiti che danno presa senza rigidità e accompagnano la progressione del vino con naturalezza. 94 pt.

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