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I Colori del Gusto ad Acireale: la seconda giornata della kermesse profuma di birra, forno e Sicilia

Tra degustazioni, musica e show cooking, la rassegna acese racconta la cucina e i prodotti dell’isola in un viaggio sensoriale tra birre artigianali e pizze d’autore

Ad Acireale, in questi giorni l’aria ha un profumo diverso. È il profumo del pane appena sfornato, del pomodoro dolce e sapido, della birra che racconta di malti e di mosto d’uva, dei sorrisi di chi continua a credere che il gusto sia cultura, incontro e racconto.

La seconda giornata de “I Colori del Gusto” ha confermato tutto questo, trasformando il Palazzo del Turismo e le vie attorno in un mosaico di sapori e suoni, dove il pubblico ha potuto toccare con mano e con gusto il cuore più autentico della cucina siciliana contemporanea.

Il pomeriggio si è aperto con una masterclass dedicata alla birra artigianale, organizzata da AIS Catania, condotta da Luca Caracciolo degustatore AIS e Camillo Paradiso produttore, insieme capaci di unire competenza tecnica e passione divulgativa. Il tema era di quelli che incuriosiscono anche i non addetti ai lavori: le IGA – Italian Grape Ale, birre nate dall’incontro tra orzo e vite, tra cereale e mosto d’uva. Un ibrido tutto italiano, che parla di territori e di contaminazioni.

Caracciolo e Paradiso hanno spiegato come queste birre rappresentino una nuova frontiera del gusto, capace di unire il sapere brassicolo alla ricchezza enologica delle nostre regioni. Non si tratta solo di una moda, ma il linguaggio della fermentazione, del tempo, della terra. Durante la degustazione, i partecipanti hanno potuto scoprire alcune delle eccellenze più rappresentative del panorama siciliano: Birrificio Alveria, Regola Zero di Camillo Paradiso, IGA Chinaschi, Z Mastro 25, La Marsalese Turi, Eccellenze dell’Etna e Randag. Ogni birra con il suo carattere e la sua storia: dal gusto deciso e ambrato alle note fruttate e floreali, in un percorso sensoriale che ha esaltato la varietà del territorio.

Quando la cucina diventa spettacolo

Sul palco, tra il pubblico incuriosito e le note dei Color Indaco, si sono alternati tre momenti di grande cucina. Tre interpretazioni del gusto, tre linguaggi diversi, accomunati da un’unica intenzione: raccontare la Sicilia contemporanea attraverso il cibo.

Il primo protagonista è stato Peppe Pavone, pizzaiolo e cuore pulsante della pizzeria Magatama di Acireale, un luogo che in pochi anni è diventato un punto di riferimento per gli amanti della pizza contemporanea. Pavone è uno di quei pizzaioli che hanno fatto dell’equilibrio tra tradizione e tecnica il proprio marchio distintivo. Dietro ogni impasto c’è ricerca, formazione e un profondo rispetto per la materia prima, ma senza mai perdere il legame con la semplicità che contraddistingue la sua idea di pizza.

La sua Margherita al sugo è un omaggio alla semplicità. Pomodoro pelato San Marzano DOP schiacciato a mano, fiordilatte del Caseificio Gioiella, origano, basilico fresco e un filo d’olio extravergine Tonda Iblea DOP. Il risultato è una pizza dal cornicione pronunciato e fragrante, che profuma di forno e di casa, dove ogni ingrediente è al servizio dell’equilibrio. Pavone dimostra che la vera innovazione sta nella cura per la tradizione, nella capacità di dare voce alla materia prima senza stravolgerla.

Poi è stato il turno del ristorante Centonze, una delle insegne più rappresentative di Acireale, guidata da Francesco Pugliatti, patron e chef, affiancato dal suo collaboratore Gianluca. Una cucina che affonda le radici nella tradizione isolana, ma con uno sguardo contemporaneo, attento ai dettagli e alle stagionalità.

Il loro piatto, un risotto mantecato agli agrumi con Piacentino Ennese DOP e vellutata di pesto siciliano, è un piccolo manifesto di identità e armonia. Gli agrumi regalano freschezza e luce, il Piacentino Ennese — con la sua nota di zafferano — dona struttura e personalità, mentre la vellutata di pesto siciliano avvolge il tutto con un profumo intenso e persistente. Un piatto che profuma di memoria, ma parla il linguaggio elegante della cucina d’autore: una dichiarazione d’amore alla Sicilia e ai suoi contrasti.

A chiudere la serata, Salvo Mangiagli della storica pizzeria Times Food, vera istituzione ad Acireale e tra le prime realtà a scommettere su una pizza che fosse al tempo stesso tradizionale e contemporanea. Da anni Mangiagli porta avanti un lavoro di ricerca sulle farine, sulle maturazioni e sui prodotti locali, mantenendo però quello spirito familiare e conviviale che fa di Times Food un punto fermo per la comunità acese.

La sua creazione, l’Elisir Sikulo, è un inno alla Sicilia in forma di pizza: una base sottile e fragrante con vellutata di broccolo affogato, mozzarella fior di latte ragusana, Vastedda della Valle del Belice, salsiccia di suino nero saltata, riduzione di Nerello Mascalese e olio EVO Don Peppino dell’azienda Sikulus. Un equilibrio perfetto tra intensità e dolcezza, tra terra e vino, tra memoria e modernità. In bocca, ogni morso è un viaggio nei paesaggi dell’isola, dalle vigne dell’Etna alle colline del Belice.

Culture & Terroir Magazine
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