Il San Domenico Palace, esclusivo resort di Taormina firmato Four Seasons, ha ospitato l’apertura della prima edizione della Taormina Cocktail Week, un evento che ha trasformato la città in un palcoscenico d’eccellenza per la mixology, il paesaggio e la cultura botanica.
Non si è trattato di un semplice festival, né di un itinerario tra drink, ma di una narrazione liquida ispirata al tema “I Giardini di Taormina”. Una celebrazione del legame tra natura, bellezza e creatività, con la partecipazione di 15 cocktail bar selezionati tra hotel, ristoranti e street bar della città, ciascuno autore di un Signature Cocktail ispirato ai giardini storici, alle architetture barocche e neoclassiche, ai costumi tradizionali, ai set cinematografici che hanno reso celebre Taormina nel mondo, e a quei dettagli sensoriali – come la fragranza del gelsomino o il colore della bouganville – che rendono la Sicilia un giardino dell’anima.
Alla guida dell’evento c’è Annalisa Testa, ideatrice della Como e della St. Moritz Cocktail Week, che ha portato la sua visione raffinata e internazionale anche in questa nuova avventura siciliana. Con il suo approccio l’esperienza si è trasformata in un progetto culturale dove il cocktail diventa linguaggio narrativo, e ogni location un capitolo da vivere.
La manifestazione nasce da una sinergia virtuosa tra hotel iconici, locali selezionati e partner d’eccellenza, uniti dall’obiettivo comune di raccontare Taormina come destinazione di charme e di esperienze sensoriali. Un luogo in cui arte, ospitalità e territorio si fondono in un racconto autentico e contemporaneo.

Ad aprire questa prima edizione è stato il giardino Belvedere del San Domenico Palace, curato dal celebre paesaggista Marco Bay. Riconosciuto a livello internazionale per la sua capacità di coniugare rigore botanico e poesia visiva, Bay ha trasformato le terrazze e le aree verdi dell’hotel in una sequenza di “stanze vegetali”, ognuna con un’atmosfera distinta. Palme Kentia, alberi di agrumi, bouganville rampicanti, piante aromatiche mediterranee, cactus e gelsomini sono stati selezionati per comporre un paesaggio armonico, dove il sacro incontra il contemporaneo e il giardino diventa parte integrante dell’esperienza.
All’interno di questo scenario e sotto l’arco silenzioso del Chiostro, il Grand Opening della Taormina Cocktail Week si è fatta esperienza estetica e multisensoriale, affidata al Bar Manager del San Domenico, Juri Romano, e al guest bartender Francesco Giorgi, senior mixologist del celebre Drink Kong di Roma inserito stabilmente nella classifica The World’s 50 Best Bars, noto per la sua estetica futurista e per un approccio alla mixology che fonde ricerca sensoriale, design e cultura pop. Il locale romano, con la sua iconica Ginza Room e la recente drink list “Flux”, è oggi punto di riferimento internazionale per chi cerca esperienze sensoriali sofisticate e concettualmente curate.

Giorgi, vincitore della competizione “Do It Dry!” firmata Pierre Ferrand grazie al cocktail “Do It Light” – una raffinata reinterpretazione low-alcohol del Between the Sheets – è noto per il suo approccio sostenibile, tecnico e narrativo, capace di coniugare creatività e consapevolezza. Al fianco di Romano, ha firmato una proposta ispirata agli elementi del giardino mediterraneo: luce, profumo, aria e materia viva.
Ingredienti botanici locali, profumi notturni di agrumeti e gelsomino, freschezza incisiva e texture eleganti hanno trasformato ogni drink in un’interpretazione contemporanea del paesaggio siciliano. Non semplici cocktail, ma esperienze immersive capaci di connettere natura, territorio e arte della miscelazione.
A firmare il pairing gastronomico della serata è stato Massimo Mantarro, executive chef del ristorante Principe Cerami una stella Michelin. Il suo menu è stato concepito come una prosecuzione del lavoro in miscelazione: piatti costruiti per interagire con il profilo aromatico dei cocktail, in un equilibrio calibrato tra intensità gustativa e precisione tecnica.

La crocchetta di pesce spada al Limone Interdonato gioca sui contrasti tra mare e agrume, mentre il mini cono con paté di fegatini e lamponi richiama la ricchezza del Chiostro con un equilibrio perfetto tra dolcezza e profondità. La tartare di ricciola con maionese alla pizzaiola e riso soffiato si muove tra acidità, umami e croccantezza, chiudendo il cerchio in modo deciso e contemporaneo.
Un dialogo armonico tra piatto e bicchiere che ha reso ogni assaggio parte di una narrazione più ampia e immersiva. Ogni cocktail servito è stato una piccola installazione sensoriale, pensata per evocare emozioni, immagini e atmosfere attraverso combinazioni inaspettate di ingredienti, colori e consistenze.

“Canova”, firmato Drink Kong, è un cocktail che celebra l’equilibrio perfetto tra classicismo e modernità, proprio come le sculture eteree e potenti del grande maestro neoclassico a cui rende omaggio. La base è il raffinato Tanqueray N° Ten, arricchita da un Mediterranean Cordial che evoca la macchia costiera siciliana: un intreccio armonico di agrumi maturi, erbe aromatiche e spezie. Al palato è fresco e strutturato, con un finale secco, elegante e intenso.
Come nelle opere di Canova, dove il gesto si fa eterno e il dettaglio racconta l’anima, anche questo drink incarna una bellezza scolpita nel gusto: misurata ma vibrante, classica ma profondamente contemporanea. Un tributo liquido alla sensualità e alla purezza delle forme, capace di trasformare ogni sorso in un piccolo capolavoro.

“Codex”, creazione di Francesco Giorgi per Drink Kong, è forse il più audace: una tequila Casamigos ridistillata prodotta a partire dal 100% di agave blu Weber con melanzane, che incontra le note balsamiche del Vermouth Belsazar Rosso e del liquore al cacao bianco. Il risultato? Un finale amaro elegante e persistente. Al naso è terroso, quasi enigmatico; in bocca si svela complesso, con un’evoluzione continua che parte vegetale e chiude su toni di cioccolato e radice. È un cocktail che racconta una trama, più che una ricetta.

Dal cuore del San Domenico Palace, Bar&Chiostro presenta “Chiostro Bloom”, un cocktail che rende omaggio al giardino monastico. La ricetta si basa su Tanqueray N° Ten e Seedlip Garden 108, un distillato analcolico prodotto da Seedlip, la prima azienda al mondo specializzata in questa tipologia di bevande. Le materie prime, tutte di origine vegetale, vengono coltivate nella tenuta di Ben Branson, fondatore dell’azienda, situata nella campagna inglese. Ogni botanica viene distillata separatamente prima di essere miscelata, ottenendo così un prodotto privo di alcol e zucchero. Completano la creazione cetriolo, menta, finocchietto selvatico e un tocco di succo multivitaminico ACE, che dona la giusta freschezza agrumata. Sorprendete il suo equilibrio!

Sempre da Bar&Chiostro, nasce “Piru”, un cocktail che unisce l’amaro erbaceo di Venturo – Aperitivo Mediterraneo alla Pera Coscia dell’Etna, trasformata in un delicato liquore, fresco e floreale grazie al lavoro artigianale di Liquori dell’Etna. La Pera Coscia, raccolta a settembre nelle contrade etnee di Melia, viene selezionata in leggero ritardo rispetto alla sua piena maturazione, una scelta che ne esalta la dolcezza naturale e la finezza della polpa. Il risultato è un drink vivace e gentile, costruito su contrasti sottili e una piacevole sensazione di leggerezza fruttata.

Infine, il “Venturo Spritz”, un’interpretazione vulcanica del classico aperitivo italiano, in cui la bollicina è affidata al Metodo Classico Brut di Palmento Costanzo, cantina etnea e Official Wine Partner dell’evento. Prodotto in Contrada Santo Spirito a Passopisciaro, sul versante nord dell’Etna, questo Metodo Classico nasce da 100% uve Nerello Mascalese, vitigno autoctono coltivato ad alberello su suoli lavici. Il risultato è un vino dal profilo elegante, con sentori di frutta bianca, nocciola fresca e brioche, capace di donare al cocktail struttura e aromaticità.
Palmento Costanzo ha così portato all’evento l’autentica voce del territorio etneo. A guidare il progetto sono Valeria Agosta e la figlia Serena Costanzo, rispettivamente anima imprenditoriale e responsabile della parte agronomica ed enologica dell’azienda. Insieme promuovono una visione di viticoltura che coniuga tradizione, biodiversità e innovazione, valorizzando i vitigni autoctoni e il paesaggio unico dell’Etna.
Oltre al Metodo Classico Brut, anche il “Bianco di Sei” è stato protagonista della serata. Un raffinato blend di Carricante e Catarratto, caratterizzato da un profilo floreale e agrumato, con note saline e una freschezza minerale distintiva: una perfetta espressione del versante nord del vulcano.


























