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Dolce Viola di Parma, protagonista a TUTTOFOOD tra assaggi gourmet e un packaging che si fa gesto di dono

Un racconto di gusto che nasce dalla tradizione di Parma e si sviluppa in un percorso sensoriale dove la violetta diventa linguaggio, memoria e esperienza contemporanea a TUTTOFOOD 2026

Dolce Viola di Parma nasce da un legame profondo con il territorio e con la cultura gastronomica di Parma. Un progetto che trova la sua identità in una tradizione fatta di gesti, sapori e memoria, dove ogni elemento rimanda a una storia condivisa e ancora viva. Parma si rivela lentamente, con la sua eleganza discreta e le sue strade che custodiscono tracce di passato, botteghe, sapori e gesti tramandati nel tempo. Una città che ha fatto della bellezza e del gusto una forma di espressione quotidiana, riconoscibile nella sua misura e nella sua continuità.

In questo scenario prende forma la violetta, presenza delicata ma intensa, capace di racchiudere un mondo fatto di grazia e armonia. Il suo profumo e il suo immaginario si intrecciano alla storia della città, diventandone uno dei simboli più riconoscibili. Non è solo un fiore, ma un riferimento culturale ed estetico che attraversa i secoli, legato anche alla figura di Maria Luigia d’Austria, che ne fece un segno distintivo della sua corte e del suo gusto raffinato.

Le creazioni firmate Dolce Viola di Parma nascono da questa atmosfera sospesa. Ogni prodotto è un piccolo racconto, un invito a rallentare, ad ascoltare ciò che si scioglie lentamente sul palato. Il gusto si apre con delicatezza, lasciando spazio a un profumo che si muove in un equilibrio sottile, fatto di misura e sensibilità. In cucina, le composte si inseriscono con discrezione nei piatti, arricchendoli senza sovrastarli. La loro versatilità le rende compagne ideali per una moltitudine di abbinamenti, capaci di esaltare tanto i sapori dolci quanto quelli salati.

È con questo stesso approccio che l’azienda arriva a TUTTOFOOD 2026, in programma dall’11 al 14 maggio a Milano. Punto di riferimento per l’intero ecosistema agroalimentare, la fiera rappresenta un contesto internazionale in cui qualità, visione e confronto si incontrano, dando forma a nuove opportunità per il settore. In questo scenario, gli obiettivi dell’evento trovano una naturale convergenza con quelli di Dolce Viola di Parma: valorizzare l’eccellenza, promuovere una cultura del prodotto consapevole e costruire un dialogo continuo tra tradizione e contemporaneità.

Chef Andrea Poli

Al Padiglione 6 – Stand L17 prende così forma un percorso che va oltre la semplice esposizione: un’esperienza gastronomica costruita attorno alla violetta, pensata per raccontarne le potenzialità attraverso il linguaggio della cucina contemporanea. A interpretare questa visione è lo chef Andrea Poli, figura eclettica e creativa, noto anche per la partecipazione a MasterChef Italia. La sua cucina si distingue per un approccio tecnico e sperimentale, in cui rigore e intuizione convivono nella costruzione di abbinamenti inediti. Il suo lavoro si muove tra equilibrio e sorpresa, con l’obiettivo di valorizzare ogni ingrediente attraverso combinazioni non convenzionali ma sempre armoniche.

Crema, patate e viola

Il progetto si sviluppa attraverso un percorso di degustazioni articolato in più momenti, dalle proposte “golden” e “prestige” fino a una selezione che include anche il mondo vegan. Un itinerario pensato come una sequenza coerente di assaggi, in cui la violetta si declina in sfumature diverse.

Hosomaki alla violetta

Proprio nelle preparazioni vegan emerge con particolare evidenza la capacità delle composte di inserirsi con naturalezza in un linguaggio gastronomico essenziale ma ricco di personalità. Gli hosomaki alla violetta ne sono l’esempio più diretto: essenziali nella forma, sorprendenti nell’equilibrio, dove la violetta diventa il filo conduttore che lega e definisce il gusto senza sovrastarlo.

Pesce in crosta di panko accompagnato da composta alla violetta

Accanto a queste creazioni prendono forma piatti che ampliano ulteriormente il racconto del gusto. Si parte dal waffle con crema di violetta e parmigiano, si prosegue con il pesce in crosta di panko accompagnato da composta alla violetta, fino ad arrivare al dolce: il cremoso alla violetta con gianduia, prosciutto crudo e finocchio. Un percorso che attraversa registri diversi, dal salato al dolce, dove ogni elemento dialoga con l’altro in un equilibrio di intensità e delicatezza.

Packaging monoporzione

Grande novità di quest’anno è il packaging monoporzione dedicato a tutte le composte: un dettaglio che racconta la stessa attenzione riservata al prodotto anche nella sua forma esterna, trasformandolo in un vero oggetto del gusto, pensato per essere vissuto e condiviso. Una scelta che rende ogni composta più preziosa, come un piccolo dono già pronto a raccontarsi da sé, dove la cura non si ferma al sapore ma coinvolge anche la dimensione visiva e sensoriale.

Praline al gusto viola

Tutte le composte verranno presentate in degustazione, offrendo un percorso libero di scoperta tra le diverse sfumature. Si parte dalla composta di mele alla violetta, elegante ed equilibrata, seguita da varianti più ricercate come quella con vaniglia e pepe nero, dove dolcezza e spezia dialogano in modo sottile, oppure la versione con liquore Sburlon, che aggiunge profondità e una nota più avvolgente al profilo aromatico.

Liquore alla violetta

Non mancheranno le praline al gusto viola abbinate al passito rosso da uve Centesimino e il liquore alla violetta, dal profumo intenso e armonioso, che accompagnano il finale con una scia elegante, capace di trasformarsi in ricordo.

Culture & Terroir Magazine
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