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Controcorrente sull’Etna: Il viaggio del salmone UpStream incontra La Contea

La prima tappa de "Il viaggio del salmone" ha dato forma a un incontro di rara coerenza. Protagonisti, l’eleganza artigianale del salmone UpStream e l’identità territoriale di Cantine La Contea, in un dialogo misurato tra gusto, paesaggio e ospitalità.

Ci sono appuntamenti che si impongono per spettacolarità, altri che restano impressi per precisione. L’incontro andato in scena da Cantine La Contea, importante realtà vitivinicola del versante est dell’Etna, appartiene a questa seconda categoria: una degustazione d’autore costruita con equilibrio, nella quale ogni elemento ha contribuito a delineare un racconto armonico, senza eccessi, ma con una personalità nitida.

La prima tappa de Il viaggio del salmone ha trovato, nella tenuta di Santa Venera di Mascali che guarda al mar Jonio, una cornice particolarmente felice. Qui il paesaggio è già linguaggio: da un lato il vulcano, con la sua energia profonda e minerale; dall’altro il mare, che apre lo sguardo e alleggerisce la scena. In questo spazio sospeso tra forza e luminosità, Cantine La Contea conferma la propria vocazione a un’accoglienza raffinata, mai ridondante, capace di trasformare la visita in esperienza.

La storia della cantina è una storia familiare, fatta di continuità e visione. È il racconto di un progetto che affonda le radici nella passione e nella cura, e che oggi prosegue nel segno di una lettura consapevole del territorio etneo. I vini de La Contea nascono infatti da un legame autentico con il paesaggio, interpretato con sensibilità contemporanea, rigore produttivo e rispetto per l’ambiente. Non semplici etichette, ma espressioni coerenti di un luogo che conserva una forza narrativa straordinaria.

In questo scenario si è inserita con naturalezza la filosofia di UpStream, il marchio fondato da Claudio Cerati e costruito attorno a un’idea precisa di eccellenza. Il nome, che significa “controcorrente”, riassume efficacemente la postura del progetto: sottrarre il salmone affumicato alle consuetudini più prevedibili, liberandolo dalla sola dimensione festiva per restituirgli una piena centralità gastronomica. Una scelta che non è solo commerciale, ma culturale, e che passa innanzitutto dalla qualità della materia prima e dalla precisione della lavorazione.

Il salmone UpStream si distingue infatti per una filiera pensata in ogni dettaglio, dalla selezione della materia prima fino alla marinatura e all’affumicatura. La filosofia produttiva prende avvio dalla selezione di salmoni allevati nelle Isole Faroe, in ambienti marini ampi e controllati, e prosegue con una marinatura a secco a base di sale marino e zucchero e con un’affumicatura realizzata in Italia, prevalentemente con legni di faggio raccolti nell’Appennino parmense.

È da questa sequenza di scelte che nasce un prodotto dal profilo sottile e riconoscibile, di grande finezza, nettezza aromatica, elegante nelle consistenze. È proprio questa sua cifra sobria e distintiva ad aver reso il dialogo con i vini dell’Etna particolarmente convincente.

A dare forma gastronomica all’incontro è stato il percorso firmato dallo chef Mirko Pappalardo, che ha proposto il salmone UpStream in diverse interpretazioni, pensate per mettere in risalto sfumature, texture e intensità differenti. Il gioco degli abbinamenti con i vini de La Contea ha accompagnato la degustazione con ritmo e coerenza, lasciando emergere un confronto interessante tra la delicatezza strutturata del salmone e la tensione minerale, luminosa, delle etichette etnee.

Classe 39 Bianco , 69/70 Spumante , Etna Est! Rosé , Sommitale Rosso , Gocce di Lava , Etna Est! Bianco — hanno accompagnato con precisione le diverse espressioni del salmone UpStream, verticalità e la loro energia luminosa hanno saputo sostenere la delicatezza strutturata del pesce senza mai sovrastarla.

A completare l’esperienza, la presentazione dei nuovi oli aziendali 2025/2026, EVO 173 100% italiano ed EVO 173 Bio , ottenuti esclusivamente dalle olive della tenuta, tra San Benedetto, Nocellara Etnea e Brandofino. Anche in questo passaggio si coglie la coerenza della visione de La Contea: custodire il territorio e tradurlo in prodotti che ne restituiscono il carattere con precisione e sincerità.

Il valore dell’evento, tuttavia, non si è esaurito nella qualità del menu o nella riuscita tecnica degli accostamenti. A colpire è stata soprattutto la sintonia tra due realtà lontane per origine geografica ma sorprendentemente affini nella visione. Da una parte UpStream, interprete di un’artigianalità rigorosa e contemporanea; dall’altra La Contea, custode di un’idea di Etna elegante, identitaria, accogliente. Due linguaggi diversi, una stessa idea di qualità.

A completare il racconto, anche la presentazione dei nuovi oli aziendali, ulteriore espressione di una tenuta che estende la propria attenzione ben oltre il vino. Un dettaglio non secondario, perché rafforza la percezione di una progettualità agricola ampia, coerente, capace di tradurre il territorio in forme diverse ma sempre riconoscibili.

La prima tappa de Il viaggio del salmone si consegna così come un piccolo esercizio di stile enogastronomico: misurato, colto, ben orchestrato. Non semplicemente una degustazione, ma un incontro tra sensibilità produttive, paesaggi e culture del gusto. E forse è proprio questa la cifra più convincente dell’esperienza: aver trasformato l’eccellenza in racconto, senza mai perdere il senso della sua più autentica sostanza.

Culture & Terroir Magazine
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