All’inizio c’erano uno schermo, un proiettore, le sdraio sulla spiaggia e soprattutto la curiosità di capire cosa sarebbe successo. Poi il pubblico ha cominciato ad arrivare, a tornare, a diventare sempre più numeroso. È cresciuto così “Cinema Ammare”, il progetto nato a Lido Rossello, a Realmonte, dall’incontro tra Marco Gallo, regista e art director siciliano, e Fabio Speranza, imprenditore, fondatore e titolare di Nodo Ammare, il lido che ne è diventato la casa.
Due percorsi diversi che si sono incontrati intorno a un’intuizione apparentemente semplice: portare il cinema fuori dai suoi luoghi tradizionali e trasformarlo in un’occasione per stare insieme. Non bastava, però, montare uno schermo sulla sabbia e scegliere un film: l’obiettivo era costruire intorno alla proiezione qualcosa che rendesse quella serata un’esperienza da vivere e condividere.

Per Gallo, “Cinema Ammare” si inserisce in un percorso cominciato anche con la decisione di tornare in Sicilia dopo quattordici anni trascorsi a Roma, lavorando tra regia video, cinema, comunicazione ed eventi. Regista, produttore e videomaker, negli anni ha realizzato documentari, spot, videoclip e cortometraggi, lavorando con produzioni, artisti e aziende e portando alcune delle sue opere in festival nazionali e internazionali. Oggi è fondatore di Southmovie Comunicazione, direttore artistico del Teatro Costabianca di Realmonte e di Sicilymovie – Festival del Cinema di Agrigento, oltre a essere responsabile della Valle dei Templi Film Commission. Dietro la scelta di rientrare ad Agrigento c’era anche il desiderio di utilizzare l’esperienza maturata fuori dalla Sicilia per dare vita a nuovi progetti nel proprio territorio.
Da quella scelta sono nate diverse iniziative e, soprattutto, una maniera precisa di intendere gli eventi: non semplici contenitori di intrattenimento, ma occasioni attraverso le quali raccontare storie, luoghi e persone, creando nuove possibilità per viverli e scoprirli. È su questo terreno che l’esperienza di Gallo incontra quella di Fabio Speranza e la realtà di Nodo Ammare.

Un’idea che prende forma quasi come una scommessa. Le prime serate servono a capire la risposta delle persone, poi qualcosa cambia: il pubblico cresce e, soprattutto, ritorna. L’idea non è quella di costruire una grande macchina che separi chi organizza da chi partecipa, ma mantenere un rapporto diretto con il pubblico. Una familiarità che diventa parte dell’identità stessa dell’appuntamento e che permette allo spettatore di sentirsi parte della serata, non semplicemente destinatario di una programmazione già definita.
Anche la scelta dei film, rigorosamente effettuata dal pubblico tramite un sondaggio online, segue una logica precisa e cambia nel corso dell’estate. All’inizio della stagione, quando le scuole sono appena terminate, l’attenzione si sposta maggiormente verso famiglie e film d’animazione; successivamente arrivano commedie e storie d’amore, mentre agosto porta con sé un pubblico differente e una presenza turistica più consistente. Particolarmente importante è il titolo con cui si decide di cominciare, quello che dà il primo ritmo alla stagione e contribuisce a creare fin da subito il rapporto con il pubblico.
Ma la scelta del film è soltanto una parte della questione. “Cinema Ammare” nasce e cresce mentre cambia profondamente il nostro modo di guardare il cinema. Le piattaforme streaming hanno reso film e serie disponibili in qualsiasi momento, i televisori domestici sono diventati sempre più grandi e gli impianti audio permettono di ricreare in casa condizioni di visione impensabili fino a pochi anni fa. La sfida, allora, non è più soltanto convincere qualcuno a vedere un determinato film, ma offrirgli una ragione per uscire di casa e scegliere di condividerne la visione con altre persone.

Da qui l’idea di non limitarsi alla proiezione. Prima del film trovano spazio momenti di intrattenimento e di coinvolgimento del pubblico, dal karaoke alle interazioni con chi partecipa, fino alle dediche. Il film resta centrale, ma diventa parte di una serata costruita per offrire qualcosa che la visione domestica, per quanto comoda e accessibile, non può restituire.
“Cinema Ammare” prova così a recuperare, attraverso un format contemporaneo, qualcosa che appartiene alla storia stessa del cinema: il suo essere un rito collettivo. Tornare nello stesso luogo, aspettare che inizi la proiezione e condividere con centinaia di persone le stesse immagini, le risate e le emozioni restituisce alla visione quella dimensione comune che il consumo individuale dei contenuti ha progressivamente ridotto.
Quando gli si chiede cosa vorrebbe che le persone portassero a casa dopo una serata, Gallo non parla infatti soltanto del film: «La bellezza del cinema, il rumore del mare, la compagnia degli amici o della persona che ami». Lo spettatore può guardare lo schermo e, un momento dopo, distogliere lo sguardo. Può ascoltare il mare, osservare ciò che accade intorno, condividere una battuta o una scena con chi gli è accanto. Il luogo non viene cancellato dalla proiezione, ma entra a far parte dell’esperienza.
E forse è proprio questa dimensione a spiegare perché il progetto sia riuscito progressivamente a costruire anche una propria comunità. Molte persone arrivano da fuori Realmonte, alcune ritornano più volte durante l’estate e altre riconoscono ormai nell’appuntamento un’occasione per incontrarsi. Il pubblico non è più soltanto un insieme di spettatori, ma una rete che si forma sera dopo sera e che può diventare uno dei punti da cui immaginare il futuro del format.

Un futuro che per Marco Gallo e Fabio Speranza non si ferma alla spiaggia nella quale tutto è cominciato. Infatti, ha già iniziato ad allargare il proprio raggio d’azione, sperimentando la possibilità di raggiungere altri luoghi e altre coste della Sicilia. Ogni spazio, però, porta con sé caratteristiche differenti: cambiano le dimensioni, il pubblico, il paesaggio e soprattutto l’atmosfera. Ed è proprio per questo che portare altrove il progetto non significa semplicemente replicare ciò che accade a Lido Rossello.
A Lido Rossello il cinema incontra uno scenario che diventa parte dell’esperienza. La luce del tramonto si riflette sul mare, il cielo cambia colore e, di fronte alla spiaggia, il profilo bianco della Scala dei Turchi disegna uno degli scorci più suggestivi della costa agrigentina. È proprio nel passaggio dal giorno alla sera che il progetto prende vita: mentre le ultime luci sfumano sull’orizzonte, lo schermo si accende e la spiaggia diventa platea. Il rumore delle onde accompagna la proiezione e il paesaggio entra naturalmente nel racconto, rendendo ogni serata diversa.
In un momento in cui per guardare un film sono sufficienti uno schermo e una connessione, “Cinema Ammare” ha scelto di lavorare su ciò che non può essere riprodotto a casa: l’attesa, l’incontro, una dedica ascoltata insieme agli altri, le reazioni di centinaia di persone e il mare che continua a farsi sentire mentre sullo schermo scorre un’altra storia.


























