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Arte e Vino: l’estetica del recupero di Paolo Gonzato entra in collezione AIS

Svelata l'installazione "O.O.S." (Out Of Stock) di Paolo Gonzato, l’artista che trasforma scarti e materiali di recupero in opere geometriche, che impreziosisce la Sede Nazionale AIS di Milano celebrando l'arte dell'assemblaggio, spesso base dei vini delle grandi cantine, come Ca’ del Bosco, partner dell’evento

Trasformare la materia grezza in eccellenza e saper dare valore al tempo dell’attesa. Sono questi i due pilastri che uniscono la produzione vinicola e l’arte contemporanea, al centro del nuovo progetto culturale dell’Associazione Italiana Sommelier. Presso la sede nazionale di Milano presentata O.O.S., l’installazione site-specific firmata dall’artista Paolo Gonzato (Busto Arsizio, 1975). L’opera, curata da Irene Biolchini (Guest Curator MIC Faenza), entra in via permanente nella collezione “Il succo del discorso”, il percorso di mecenatismo avviato da AIS nel 2024.

L’OPERA: UN’ANALOGIA CON IL LAVORO IN CANTINA

Con questo progetto Gonzato, noto per la sua estetica che mixa design, moda e arte, trasforma l’ingresso dell’Associazione con un intervento site-specific che gioca con il suo modulo iconico: il rombo. Un richiamo alla veste di Arlecchino – fatta di pezze e avanzi – che qui diventa una griglia geometrica rigorosa, capace di nobilitare materiali di recupero e scarti di lavorazione. Un processo creativo che trova una sorprendente analogia con il lavoro in cantina: così come l’artista crea un’opera d’arte assemblando frammenti diversi, l’enologo crea un grande vino attraverso il sapiente assemblaggio delle uve e la gestione dei tempi di affinamento.

LA PARTECIPAZIONE DI CA’ DEL BOSCO

È in questo processo creativo che si inserisce la prestigiosa partecipazione di Ca’ del Bosco, partner dell’evento. La presenza della storica cantina non è casuale, ma sottolinea una perfetta affinità filosofica: anche il Franciacorta fonda spesso la sua eccellenza sulla nobile arte dell’assemblaggio. La maestria nella creazione delle cuvée — unendo vini base di vigne e annate diverse per raggiungere l’armonia perfetta — rispecchia il gesto di Gonzato: dare nuova vita e valore superiore attraverso l’unione di parti distinte.

IL DIBATTITO: COLLEZIONISMO E CANTINE

L’inaugurazione sarà l’occasione per fare il punto sul rapporto tra vino e arte contemporanea, un asset sempre più strategico per l’identità del vino italiano. Ne discuterà una tavola rotonda coordinata dal professor Luca Bochicchio, docente di Storia dell’Arte Contemporanea dell’Università di Verona, che illustrerà come le pratiche artistiche nelle cantine e nei territori del vino non siano solo decorazione, ma veri generatori di valore economico e turistico, anticipando i temi della ricerca PNRR NUPART sul nuovo paesaggio culturale.

LA VISIONE DI AIS

“Con questo progetto AIS non si limita a ospitare opere, ma produce cultura,” dichiara Sandro Camilli, Presidente Nazionale AIS. Ad aprire l’incontro è stato Camillo Privitera, Responsabile Nazionale Eventi e Sociale AIS  introdotto dal giornalista Emanuele Lavizzari. L’arte di Gonzato ci ricorda che il vino è trasformazione: è la capacità umana di raccogliere materia grezza e, attraverso cura e tempo, elevarla a capolavoro”. Aggiunge Camillo Privitera: “portare un’opera di così grande forza visiva all’ingresso della nostra sede è un segnale preciso: vogliamo che l’AIS sia una casa aperta, un luogo di relazione e non solo di studio. Il vino è il più grande connettore sociale che abbiamo, e l’arte di Gonzato amplifica questo messaggio, accogliendo i nostri soci e ospiti in uno spazio che stimola il confronto e la bellezza”.

Culture & Terroir Magazine
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