Una storia di famiglia che continua e cambia insieme alle generazioni che la attraversano. È quella di Ansaldi, azienda vitivinicola marsalese alla quale il pubblico di ACIni diVINI ha assegnato il Premio Salvo Di Bella 2026, al termine della quinta edizione della manifestazione organizzata da Ais Catania in Piazza Duomo ad Acireale.
La storia parte da Giacomo Ansaldi, enologo e ricercatore, cresciuto tra i vigneti e profondamente legato alla cultura agricola della Sicilia occidentale. Nel 2000 acquista un antico baglio appartenuto alla famiglia Florio, nell’area compresa tra Marsala e Trapani, restituendogli una nuova funzione e facendone il centro di un progetto vitivinicolo orientato alla riscoperta del patrimonio varietale e delle tradizioni del territorio. Accanto a lui Paola, sommelier, che porta nell’azienda una sensibilità legata all’accoglienza e alla capacità di trasmettere la storia dei luoghi. Poi i figli, Giorgio ed Edoardo, cresciuti dentro un’impresa nella quale vino, agricoltura, ricerca e ospitalità fanno parte dello stesso disegno.

Ed è stato proprio Giorgio Ansaldi a portare questa storia ad Acireale. Una presenza particolarmente significativa in un’edizione dedicata a chi riceve il testimone delle aziende familiari: Giorgio ha scelto infatti di avvicinarsi professionalmente allo stesso mondo del padre attraverso gli studi in enologia, inserendosi in un percorso nel quale la nuova generazione è chiamata non semplicemente a conservare ciò che esiste, ma a misurarsi con un patrimonio di conoscenze e a immaginarne gli sviluppi futuri.
Ad affiancarlo nel racconto è stato il sommelier e degustatore Ais Luca Caracciolo. Nel calice la Cuvée di Famiglia Brut, nome che nell’occasione ha assunto quasi un valore programmatico: un vino attraverso il quale la storia familiare è entrata direttamente nel percorso di degustazione. Ansaldi è stata scelta dal pubblico sulla base dei valori individuati per il Premio: identità territoriale, visione generazionale, innovazione, capacità di comunicare il vino e responsabilità nei confronti dell’ambiente, delle persone e della comunità.
La filosofia aziendale parte proprio dal territorio. Ansaldi lavora in biologico e concentra la propria produzione sui vitigni autoctoni, tra cui Grillo, Zibibbo, Perricone e Nero d’Avola, all’interno di una filiera gestita direttamente dalla coltivazione all’imbottigliamento. Un lavoro nel quale tecniche contemporanee e memoria produttiva convivono e che trova una delle espressioni più identitarie nella ricerca sul Perpetuo, l’antica tradizione enologica marsalese che precede storicamente l’affermazione del Marsala e che la famiglia ha scelto di studiare e custodire.

La vittoria di Ansaldi ha rappresentato però il punto di arrivo di un percorso più ampio. ACIni diVINI ha riunito aziende provenienti da areali differenti dell’Isola, componendo una degustazione capace di muoversi tra spumanti, bianchi, rosati, rossi e, per la prima volta, una grappa.
Dieci le referenze in degustazione: Sosta Tre Santi Etna Brut 2019 di Tenute Nicosia, Cuvée di Famiglia Brut di Ansaldi, Rosato 36 Mesi Extra Brut 2021 di Cristo di Campobello, Grillo d’Altura 2025 di Tenute Lombardo, Mandranova 2024 Monreale Bianco di Alessandro di Camporeale, Ester Canale Etna Bianco 2024 di Giovanni Rosso, Versante Sud Etna Bianco 2019 di Serafica, Perripò 2023 di Caruso & Minini, Rosso del Conte 2020 di Tasca d’Almerita e la Grappa di Zibibbo di Distilleria Giovi, novità dell’edizione con l’ingresso della grappa nel percorso della manifestazione.

Una selezione volutamente trasversale, che ha messo uno accanto all’altro territori, vitigni, annate e interpretazioni differenti della Sicilia enologica. A guidarne la lettura, insieme ai produttori, i sommelier Ais, chiamati a costruire attorno a ciascun assaggio un racconto capace di andare oltre gli aspetti strettamente organolettici e di riportare il vino alle aziende, alle famiglie e ai luoghi nei quali nasce.
Al vino si è affiancata la gastronomia, con la “Crudo & Ananas” di Giuseppe Pavone pizzaiolo di Magatama, il finto involtino di pesce spada alla messinese de Le Cucine del Gusto – CentOnze, le specialità artigianali del Panificio San Salvatore e, in chiusura, la granita mandorla e cannella del Bar Kennedy, firmata da Ghassen Boumellah, insieme alla brioche col tuppo di SiculaBrioche.
Tra i partner della quinta edizione anche Cavagrande, sponsor ufficiale di ACIni diVINI, che ha accompagnato il percorso di degustazione e i diversi momenti della serata.
A dare un significato ulteriore alla manifestazione rimane la figura di Salvo Di Bella, ricordato nel corso della serata attraverso immagini e testimonianze legate al suo percorso umano e professionale. Il Premio che porta il suo nome continua così a mantenere viva la memoria di un modo di conoscere e comunicare il vino nel quale il valore della bottiglia non può essere separato dalle persone e dai territori che la rendono possibile.


























